Nocera, Pics ‘e vase…

Dunque della sbandierata e ossessiva idea di fusione tra le due Nocera non è rimasto altro che la caccia ai fondi Pics, quelli che l’Europa passa alla Regione, che li distribuisce alle città dai 50mila abitanti in poi. Insomma altro che idem sentire, storia, idee nuove, fratelli e sorelle di appartenenza. Si scoprono le carte. Si tirano in ballo i soldi, come se non conoscessimo alla perfezione dove e a chi vanno certi soldi per un verso, quello dei furbi e che alcune delle abbondanti città campane che ne beneficiano manco sanno come spenderli, preferendo i litigi di bottega ai progetti, sull’altro verso, quello degli incapaci.

Le solite facce e faccine, i soliti accordi e pattucci. Nocera Unita non doveva, non deve e mai dovrà diventare questo, altrimenti è meglio che non diventi proprio. Pensavamo che certo finto intellettualismo si fosse ravveduto col trascorrere dei mesi e dei buchi nell’acqua. Invece ci tocca leggere post che plaudono ai soldi senza aggiungere altro, magari idee di sviluppo e di crescita, cosa fare, come farlo e perchè farlo. Diceva Flaiano, l’insuccesso mi ha dato alla testa, giriamo la frase in questione a chi proprio non riesce a capire la differenza tra parole e fatti, tra velleità personali figlie di determinati rapporti e per nulla in sintonia con la gente delle due Nocera. Un detto antico recitava Pizzeche e vase nun fann pertose e maniate e …. nun fann criature. Adeguiamolo ai Pics per far comprendere meglio il significato… Area Vasta, Città dell’Agro, Unione dei Comuni, scegliete la definizione e il nome giusto. Se non si amplia il discorso e la mente, si raccolgono i cocci di una stoltezza per fortuna tenuta a freno da chi non è cascato nel tranello. Sol chi ha il coraggio di uscire dalle taverne e campanili – quelli che vanno parecchio al di là dai confini di due comuni – può guardare al futuro e costruire progettando, gli slogan e l’ossessivo ricorso a post e hastag rappresentano invece il vuoto, pneumatico, spinto.