Nocera: la tradizione del Primo Maggio col corteo e col comizio

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Nell’estate del 1902 nacque a Nocera Inferiore la prima
Camera del Lavoro dell’intera provincia. La Camera del Lavoro
ebbe i suoi punti di forza nella categoria dei mugnai e dei pastai, a
cui poi si unirono lavoratori tessili. Teneva tutti assieme Giuseppe Vicedomini, socialista, sindacalista e politico, primo segretario della Camera del Lavoro di Nocera e successivamente sindaco. Il movimento dei lavoratori nell’Agro, in questo periodo, non fu molto sentito e non ci furono successi particolari. In alcuni casi più che successi della classe lavoratrice furono concessioni dei liberali più progressisti, come ad esempio successe per le fabbriche tessili, che, anche grazie all’opera dei sindacati del tempo, accettarono di modificare alcune condizioni disumane di lavoro. Vicedomini però fu attivissimo: organizzò i primi scioperi di chi lavorava per mugnai e pastai. Da Vicedomini ad oggi, è passato più di un centennio. Tutto è cambiato: la gente, il lavoro, i padroni, gli operai, l’economia. Ma la tradizione resta. Il Primo Maggio a Nocera, per il corteo della mattinata con comizio dei sindacalisti provinciali e regionali, è tradizione che raccoglie sigle, provenienze geografiche e culturali. Non è come una volta: fino ad una trentina di anni fa, era una sfilata di operai di fabbrica con relativi mezzi di lavoro al seguito. Ora le fabbriche sono poche e non sfilano. Ci sono bandiere, striscioni, disoccupati e pensionati. E ci sono tantissimi telefonini esibiti, buoni per un selfie ogni dieci passi. Resta la tradizione, resta l’ideale e resta pure il garofano all’occhiello degli irriducibili socialisti. Le parole dei sindacalisti lasciano il tempo che trovano: l’applauso arriva, anche quello, per tradizione. Non ci sono leader o figure trascinanti, anzi a volte sembra che si trascini proprio il rito del Primo Maggio. Nocera in ogni caso conserva qualcosa: oltre alla tradizione di questo giorno, c’è la Camera del Lavoro ancora attivissima, al Corso Vittorio Emanuele, con porte aperte dal lunedì al venerdì. In quanto al corteo, politici/amministratori vecchi e nuovi di varia appartenenza, dall’inizio o solo per un tratto: Alfonso Andria, Giovanni Maria Cuofano, Tino Iannuzzi, Andrea De Simone, Federica Fortino, Franco D’Angelo, Manlio Torquato, Franco Peta, Ubaldo Rea, Antonio Fortino, Renato Guerritore, Vincenzo Petrosino, Massimo Torre, Giovanni Iannone, Grazia Montoro, Maria Luisa Vigliar, Prisco Palumbo, Mariano Di Martino, Paolo De Maio, Lino Picca, Felice Ianniello, Alfonso Schiavo, Saverio D’Alessio, Gennaro Della Mura e altri ancora.