Nocera Inferiore/Agro, in strada per la “fucaria” di Santa Lucia

Tante le persone al Rione Calenda che si sono radunate attorno alla pira ardente dedicata alla Santa protettrice degli occhi

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Si è rinnovata anche quest’anno in diverse cittadine dell’agro la Vampa di Santa Lucia. L’evento, che consiste in un grosso falò in piazza da allestire e far ardere nella notte del 12 dicembre, è stato rivissuto ieri sera in più paesi del comprensorio così come vuole la tradizione. A Nocera Inferiore, al rione Calenda, tante le persone in strada per festeggiare l’arrivo della santa protettrice di occhi e oculisti. I preparativi per la vampa sono iniziati nel primo pomeriggio. Alle 15.00 di ieri, infatti, alcuni hanno delineato con mattoni quella che sarebbe stata la grossa pira. Poi, poco dopo le 18.00, il fuoco. Con tante persone uscite fuori casa per scambiare qualche battuta e riscaldarsi.

La vampa di Santa Lucia resta uno degli eventi più attesi in moltissime città italiane. La tradizione, molto antica, vuole che il 12 dicembre di ogni anno, vigilia della ricorrenza della Santa, i ragazzi del quartiere si mobilitino alla ricerca di tutto ciò che possa bruciare per allestire la “fucaria” più grande e duratura di tutte le altre. Accatastati poi legno, vecchi mobili e quant’altro al centro di un cerchio descritto con mattoni, si procede con l’accensione del fuoco. E mentre tutto brucia, in molte località vi è anche l’usanza di dare ai presenti un piatto di cuccia, frumento bollito e insaporito con sale o zucchero.

La tradizione, seppur legata a Santa Lucia, in realtà non ha nulla di cattolico ma ricalca antichi riti pagani in cui, nel periodo invernale, si adorava il fuoco come fonte di energia e calore.

Al rione Calenda, ad ogni modo, la vampa (che nel territorio tutti conoscono di più col nome di “fucaria”) ha riscontrato un bel successo. E i commenti tra le persone sono stati unanimi: “adesso davvero sta arrivando Natale”.