Il sindaco uscente ha fatto una conferenza stampa per “passare il testimone”, dopo 10 anni. Per lasciare, tra rulli e tamburi, la sua eredità. E cosa lascia in eredità? Quello che dovranno fare gli altri. Non stiamo scherzando, lo ha detto proprio lui. Si è presentato con sei fogli dicendo “Questo che ho in mano è l’elenco delle proposte presentate per il PNRR, vogliamo costruire… valorizzare … migliorare… aumentare…”. Già quel “vogliamo” non si capisce: vogliamo chi? Il sindaco uscente si candida attraverso altri? E chi sarebbero i candidati per suo conto? Lo dicesse sennò un cittadino si ritrova a votare per il sindaco uscente senza neanche saperlo.
Ma ciò che lascia interdetti è che dopo aver fatto il sindaco per dieci anni lascia in eredità quello che dovrà fare il futuro sindaco. E non poteva farlo lui? Mah…
Ingenuamente pensavamo che alla fine dell’ultimo giro di giostra facesse un bilancio delle cose fatte: le industrie inaugurate, i cantieri aperti, le prime pietre poste, le attività commerciali e artigianali avviate, i posti creati, i servizi migliorati. Macché, lascia in eredità il PNRR. Che noi pensavamo fosse merito dell’Europa e invece è merito suo.
Non era solo, nella conferenza stampa, il sindaco uscente. Con lui c’erano persone che i lavoratori di Villa dei Fiori conoscono bene, purtroppo. Come l’assessore Prisco, colui che pur di “non fare”, di non dare seguito neanche a quanto stabilito anni fa da una conferenza dei servizi dice che quella è una “conferenza dei pareri”. Solo a Nocera lo è. O il segretario generale Famiglietti, che a 1.600 cittadini che rivendicano il diritto, ai sensi dello Statuto, di far discutere una delibera in Consiglio entro 60 giorni, risponde che non se ne parla proprio perché i termini previsti dallo Statuto non sono “perentori” ma “acceleratori”.
Insomma non rompete le scatole. O il dirigente Califano, che dopo quattro anni dalla conclusione di un iter per una pratica avviata sette anni fa ignora i pareri dei tecnici che c’erano prima di lui e richiede le stesse cose, facendo ricominciare tutto daccapo. E fa la richiesta due ore prima del Consiglio che dovrebbe discutere la delibera, così va tutto a monte. E’ lo stesso Califano il cui contratto decade con il mandato del sindaco, ma parteciperà a un concorso per capo dell’ufficio tecnico che si svolgerà dal 7 al 29 aprile, 45 giorni prima della decadenza della giunta. Siamo proprio curiosi di vedere chi lo vincerà.
Ma c’è una eredità che il sindaco uscente lascia, noi l’abbiamo sperimentata sulla nostra pelle. E’ quella di una città dove lavoratori che fanno pacifiche fiaccolate per tutelare il loro diritto al lavoro non vengono mai neanche ricevuti dal Comune, che invece dà mandato ai suoi avvocati, pagati con i nostri soldi, per vedere se possono essere denunciati. Una città dove la mamma di un disabile viene picchiata in una sede comunale, da un dipendente comunale e il sindaco non fa quello che ogni sindaco avrebbe fatto, sospendere il dipendente e convocare la commissione disciplinare, no, delega un funzionario che si limita a un trasferimento.
Una città dove il sindaco va in una trasmissione pagata con i soldi dei cittadini e dà indicazioni di voto, guadagnandosi un esposto alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei Conti. Ma soprattutto una città dove la gente è stanca perché non conta nulla. Dove non c’è dibattito né confronto perché l’amministrazione – con poche eccezioni – è un “polpettone” tra maggioranza e opposizione.
Questa è l’eredità che il sindaco uscente lascia e che vorrebbe che i candidati sindaco che l’hanno creata insieme a lui, uomini o donne che siano, portino avanti. Una città anestetizzata, dove la gente non ha più la forza di protestare, di farsi rispettare, forse neanche di votare, perché non distingue più l’uno dall’altro. Ma per fortuna il sindaco è uscente e ogni notte ha un’alba. Anche quelle durate dieci anni.
firmato RSA CISL FP – RSA UIL FPL Villa dei Fiori

