Nocera Inferiore, Valeria Parrella, la ragazza della terza A ne ha fatta di strada

Valeria Parrella è semplicemente bellissima, quasi un ossimoro. Altro che rughe, 45 portati alla grande. 12 anni su 45 li ha vissuti a Nocera, frequentando il Vico, una ragazza della sezione A, mentre il padre Maurizio insegnava filosofia alla C. 1980-1992, anni tosti per Nocera, anni di formazione per lei, diventata scrittrice da libri non lunghi ma significativi, premiati da ogni tipo di successo. Stasera all’Einaudi, lei che adesso abita dalle parti di Bagnoli, è tornata a casa presentando Almarina, l’ultimo libro, che racconta la storia di una ragazzina e di una prof vedova all’improvviso, la storia che mette assieme cuore e testa, che batte la burocrazia e si trasforma in affido https://www.mn24.it/invito-alla-lettura-almarina-di-valeria-parrella/- Valeria scrive senza prendere appunti, ha tutto in testa, l’inizio e la fine di ogni racconto, quel che c’è in mezzo viene dopo. Non si lascia prendere la mano dai personaggi, è lei che li guida e ammaestra. La tragedia greca è la base di quasi tutto il suo scrivere, la tragedia che non è mai compromesso, o è una cosa oppure è l’esatto contrario, senza alcun cedimento alla melanconia, partenopea e parte nostra. La tragedia ha protagonisti che s’incontrano fisicamente quasi per sbaglio. Fa incontrare i corpi della professoressa Elisabetta Maiorano e della romena in carcere Almarina una sola volta, casa della prof, alla vigilia della notte, quando mettono assieme lo smalto sui piedi, momento delicato, non feticista. Valeria è tosta, ma è capace di commuoversi- pubblicamente affermando che non si tratta di mestruazioni – per i versi  della Dickinson. Non l’ho ancora detto al mio giardino. Per paura che mi possa soggiogare. E non ho affatto la forza ora. Di rivelarlo all’Ape. Non lo nominerò per strada. Perché le botteghe mi guarderebbero stupite. Che una così timida – così ignorante. Abbia la sfacciataggine di morire. La ragazza della terza A ne ha fatta di strada. Merita come dedica versi noti di Pirandello. ” L’amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno. Finse di morire per un giorno, e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare. Si addormentò in un angolo di cuore per un tempo che non esisteva. Fuggì senza allontanarsi, ritornò senza essere partito,il tempo moriva e lui restava. ”