Nocera Inferiore, “Un’altra storia” via al processo a settembre: 14 imputati

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Partirà il 27 settembre prossimo il processo “Un’altra storia bis”. L’inchiesta sul quel “sistema” ipotizzato dalla Dda, che avrebbe visto la partecipazione di un ex boss della Nco, candidati al consiglio comunale, un ex consigliere comunale ed un ex amministratore e vicesindaco. Gli imputati finiti a giudizio sono Antonio Pignataro, gli ex candidati al consiglio comunale Carlo Bianco (anche ex consigliere) e Ciro Eboli, Nicola Maisto, ex consigliere dimessosi e accusato per corruzione elettorale, Antonio Cesarano, ex vice sindaco ed assessore, l’ex candidato sindaco Mario Stanzione, il parroco della parrocchia di San Giuseppe, Alfonso Santoriello, Gerardo Villani, Francesco Gambardella, Pio e Luigi Sarno, Rocco e Mirko Sileo e Luigi Chiavazzo. Il 25 ottobre il Gup Giovanna Pacifico, presso il tribunale di Salerno, valuterà i programmi di messa alla prova per Soraya Cancro, Marika Cancro, Emanuela Cancro, Maria Grazia Romano. Le giovani rispondono di corruzione elettorale: avrebbero percepito dai 40 ai 50 euro per votare il consigliere Nicola Maisto. A “gestirli” sarebbero stati i fratelli Sarno, anche loro finiti a giudizio. Hanno deciso invece di patteggiare, sempre per corruzione elettorale, Olga Clara Attanasio e Angela Consalvo. Al termine dell’udienza preliminare, il Gup ha prosciolto dall’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso Antonio Pignataro, Ciro Eboli, Carmine e Giuseppe Afeltra e Gianluca Arcucci. L’episodio riguardava il recupero di un debito maturato dalla sorella di uno degli indagati nella gestione della palestra “Penta World”

Al centro delle indagini, con l’accusa di violenza privata, false dichiarazioni, estorsione e corruzione elettorale per alcuni degli indagati, c’è l’accusa madre di scambio elettorale politico-mafioso. Accusa concentrata sull’adozione di una delibera di Giunta comunale con il cambio di destinazione urbanistica di un suolo adiacente la chiesa di San Giuseppe in via Montalbino. Un terreno sul quale avrebbe dovuto sorgere un edificio da destinare a mensa Caritas e casa famiglia. Rispetto a ciò, si sarebbe registrato un diretto interessamento del boss Pignataro e del candidato Ciro Eboli. Lui e Bianco avrebbero fatto pressioni sull’amministrazione per portare in giunta quella delibera, votata come “indirizzo”, poi revocata dal sindaco Manlio Torquato dopo i primi arresti. In cambio, i due avrebbero avuto supporto elettorale durante le ultime elezioni. Nessuno dei due fu eletto. Il “mediatore” di questo disegno sarebbe stato l’ex vicesindaco Antonio Cesarano