Si è prescritto, a distanza di quasi vent’anni, il processo che vedeva imputato il 46enne nocerino L. C. per tentato omicidio. La vicenda risale al 9 giugno del 1995. L’uomo era sotto processo per aver tentato di sparare per due volte al cugino. Il tutto scaturì da una lite che vide coinvolta la madre del 46enne e la vittima, A. C. Secondo quanto emerse dal racconto dello stesso imputato, dopo essere stato avvertito dell’accaduto, si diresse presso l’abitazione del cugino con una pistola calibro 7,65. La puntò verso di lui, che in quel momento si trovava ad una distanza di circa sei metri, ma fortunatamente il proiettile si conficcò nella parete alle sue spalle. Poco dopo, esplose un altro colpo ma anche con il secondo tentativo, non colpì il cugino. La pistola si inceppò. La dinamica dell’episodio fu ricostruita attraverso alcune dichiarazioni dei testimoni e dai risultati delle perizie balistiche. L’uomo fu poi arrestato, con l’applicazione di una misura agli arresti domiciliari. Secondo il gip dell’epoca, l’episodio era isolato e circoscritto ad una particolare situazione (il ferimento della madre in seguito ad una lite). Tale comportamento non sarebbe stato espressione di un’inclinazione delittuosa particolarmente marcata. L’uomo era difeso dall’avvocato Antonio Fasolino
(ha collaborato Roberta Montanaro)
