E’ finita nel sangue una tentata rapina in un negozio gestito ormai da anni da una famiglia di nazionalità cinese, marito e moglie con figli. E’ successo verso le ore 19.30 in via Vico. Sarebbero giunti sul posto in due, in moto, per mettere a segno la rapina nel negozio che resta sempre aperto, giorni di festa compresi, e che vende a prezzi modici un pò di tutto. Un uomo armato sarebbe entrato nel negozio e avrebbe costretto il commerciante a consegnargli il denaro in quel momento in cassa. Al suo rifiuto, l’uomo ha sparato un colpo di pistola, forse una scacciacani ma questo è ancora da accertare con esattezza. Pare che il proiettile sia stato deviato dalla cintura in metallo del giovane cinese, con esattezza Luca, uno dei figli del proprietario, modificando la traiettoria, che poteva rivelarsi pericolosa al massimo. A quel punto è intervenuto il padre del 25enne, si dice impugnando un coltello per indurre il rapinatore alla fuga, ma è stato respinto dal rapinatore, che lo ha colpito al capo con il calcio della pistola, provocando lievi conseguenze oltre alla paura, per poi poter in tutta fretta, e senza incasso, darsi alla fuga, preso al volo da un complice in moto.

Episodio gravissimo, in orario da considerarsi ancora di punta, quasi in contemporanea alla processione del Bambino Gesù, transitata a quelle parti poco prima dopo esser passata per l’ospedale e attraversato un tratto di città. C’è chi ha udito proprio da quelle parti un forte botto, ma l’ha scambiato con qualcosa di post natalizio, invece era il colpo d’arma fuoco, come subito hanno compreso gli avventori del bar vicino e qualche altra persona alla fermata autobus poco distante. Un episodio che pone ancora una volta in primo piano la necessità di maggiore sicurezza in città, con contingente delle forze dell’ordine da aumentare per forza di cose, discorso che vale la pena di portare avanti in attesa di certezze, ovvero di unità in più. I carabinieri hanno già avviato le indagini, considerando che in cassa non c’era una cifra particolare, è possibile che la rapina sia nata nel sottobosco della droga, di chi aveva bisogno anche di una piccola cifra con un colpo giudicato semplice da chi l’ha ideato. Il resto magari sarà aggiunto dalla visione delle diverse video-camere accese nel negozio. Ascoltati i testimoni presenti, in pratica il padre e la madre del ragazzo ferito assieme al fratello minore Paolo. Verso le 22.15 la famiglia s’è messa in macchina per recarsi in ospedale e rendersi realmente delle condizioni del ferito, dall’espressione del volto sembra esserci la paura passata ma non grandi preoccupazioni, per il ragazzo, che l’ha scampata.




