Vincenzo Stile ex membro dell’assemblea nazionale del Pd e attuale consigliere comunale a Nocera Inferiore in una lunga lettera critica l’atteggiamento tenuto dal partito nazionale che hanno condotta alla sconfitta. “Solo aria fritta: direzione PD inconcludente, non condivido quasi niente: fare opposizione quando altre forze politiche metteranno al centro della loro azione temi quali il sostegno alla povertà, lavoro e sicurezza, mentre il PD dichiara che starà all’opposizione, aspettando il cadavere dei suoi antagonisti politici, verrà letto come un’opposizione personale ai nostri antagonisti, come un’opposizione a cercare di risolvere quei temi a cui noi non abbiamo saputo dare risposte.
Benissimo abbiamo fatto leggi bellissime sui diritti civili e sui diritti sociali, di prima qualità, ma era solo un contorno di patatine fritte, la carne non l’abbiamo cucinata, la carne è appunto la questione del sostegno alla povertà, del lavoro, della sicurezza, su queste cose 5 anni di governo hanno prodotto solo degli effetti marginali, a macchia di leopardo, e il sud come al solito è stato il più penalizzato, quello più indietro, il tasso di disoccupazione è il triplo rispetto al nord, è il tasso di occupazione e 20 punti percentuali indietro rispetto al nord. È chiaro perché i nostri elettori, specialmente quelli al Sud, hanno votato da un’altra parte. Ora con tutta questa muscolare opposizione, dichiarata, ad alta voce, o si vuole tirare sul prezzo di un’eventuale intesa, oppure si vuole stare contro in maniera pregiudiziale. Quresto gli elettori, che non ci hanno votato, quelli che abbiamo perso e che da sempre avevano votato Partito Democratico, non lo capiranno, e quelli che ci hanno votato diventeranno sempre di meno, perché hanno votato chi stava al governo, per avere un partito che sta al governo. I dirigenti PD hanno detto ieri ritorniamo ai circoli, ma come al solito è un contorno e non basta, il punto centrale del piatto non è di tornare ai circoli, dove ci sono i militanti e le persone che ci hanno sempre votati e che ci voteranno ancora perché sono quelli a noi più vicini. Non bisogna solo ritornare ai circoli, perché significherebbe ancora una volta che dobbiamo parlare tra di noi, perderci in sedute psicoanalitiche, senza fine, che dobbiamo fare sempre riunione tra di noi? Sempre i soliti che si spostano da una parte dall’altra? Quante ne abbiamo fatte di queste riunioni, decine e decine, alla fine qual è stato il risultato? Mediocre. Il risultato si può toccare in termini tangibili a livello comunale dove la vicinanza tra eletti ed elettori è quella massima possibile, ma a livello nazionale ci vuole di più, ci vuole un partito che a livello nazionale spinga realmente per la soluzione di problemi che la popolazione sente di più e che sono quelli che non siamo riusciti a risolvere, sono le domande alle quali non siamo riusciti a dare risposte. Basta sentirci i più belli i primi della classe I più intellettuali, ricordiamoci che se continuiamo ad essere solo nei circoli e non ci apriamo realmente alla popolazione e alla societá, resteremo sempre quei pochi radical-chic e i loro amici, che diventeranno sempre di meno. Poi, detto tra noi, voglio capire una cosa: riconosco che Matteo Renzi abbia sbagliato, che ci voleva un cambio di linea del partito e un cambio di segreteria, ma se poi il partito deve tenere la sua linea, quella annunciata da Renzi, che è quella dell’opposizione pregiudiziale, come mai si cambia segretario, squilla annunciata ieri è la stessa linea del segretario? Dalle mie parti sensi cambia segretario si vuole cambiare la linea politica. Questo avvicendamento ai vertici del partito è l’ennesima lotta per la presa del potere (ma quale?), per contendersi un piatto sempre più piccolo. L’avvicendamento al vertice della segreteria era importante, era dovuto, ma più importante ancora era cambiare realmente la linea del partito, svegliarsi e capire.”
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