Una mattinata irreale, le premesse c’erano state in nottata con un black out durato tre ore circa. Verso le 9,00 la città è ripiombata nel buio, dove per buio s’intende attività pubbliche e private rimaste senza energia elettrica. Un’ampia fascia della city colpita e affondata, quella che ospita l’ufficio postale centrale e la succursale di via Marconi, gli uffici comunali di via Diaz, tante banche, studi medici, studi legali e di commercialisti, bar e ristoranti, i parcheggi, la sede Aci e altre attività, qualche chiesa e servizi vari, i centri di scommesse. Esentata, per fortuna, la zona ospedale. Non si è trattato di un “banale” surplus di condizionatori accesi (uso peraltro giustificato dalle temperature africane di questi giorni). Si parla di guasti pesanti alla rete, di cabine in tilt perchè non più adatte alle esigenze della città. Verso le 13,00 acchiappiamo al volo due giovanotti alla guida di un furgoncino Enel in via Diaz: “Non possiamo metterci a parlare, dobbiamo portare la corrente entro un’ora al resto della città. Cosa è successo? A noi hanno detto cavi rotti e questo in effetti abbiamo constatato”. L’uso di generatori nelle zone strategiche della fascia colpita dal black out (via Marconi, via Diaz, via Matteotti, parte di Corso Vittorio Emanuele, via Lanzara, via Canale e zone limitrofe) ha limitato i danni ma ci sono stati problemi per metterli in azione (occorre circa un’ora dall’innesco alla vera partenza, con tanto di fumo come è accaduto in via Lanzara, dove è saltato il primo dei generatori arrivati). Per entrare nella Ztl occorre permesso preventivo per non incappare in sanzioni. E qui c’è stato un inghippo serio. Lo racconta Pina, che lavora in uno studio di commercialisti in via Matteotti: “Abbiamo perso delle ore preziose, non c’è alcun rispetto per la gente che lavora. Gli addetti dell’Enel mi hanno riferito che hanno dovuto attendere un’ora in Comune per avere il permesso d’entrata in Ztl, è semplicemente assurdo”. In via Matteotti ha attività da mobiliere il “sindaco” Fezza, anima della discussione politica della zona assieme ai frequentatori del bar “sotto i portici”. Ecco il suo pensiero: “Hanno dovuto rimuovere anche i blocchi anti-terrorismo. Ma siamo a Piazza Navona? Questa faccenda della Ztl va ripensata profondamente. Ditemi una cosa, la corrente ha impedito pure i dipendenti del comune di prendersi lo stipendio?” Una mattinata esasperante, tornano alla mente le parole pronunciate in consiglio comunale qualche settimana fa da Lanzetta, quasi profetiche, su una rete d’energia elettrica completamente da rifare. Intanto la mattinata di incasso l’hanno persa in tanti, parecchi negozianti, esasperati, hanno preferito chiudere momentaneamente i battenti. Gesù fate luce era il titolo di un romanzo di Rea. A volte basterebbe l’Enel, sostengono i conterranei di Don Mimì.




