Nocera Inferiore. Scuolabus in servizio non consentono il trasporto dei diversamente abili

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Il disagio, così come una questione di principio su diritti dei disabili e rischio di discriminazione. Lo scrive Sonia Angrisani, il Coordinatore di Alternativa per la provincia di Salerno. “Questa vergognosa situazione che non dovrà più ripetersi. Si deve essere inclusivi non a parole ma con i fatti perché i bambini disabili e le loro famiglie, così come ogni persona, devono poter contare su amministrazioni vicine e che sappiano superare questi problemi”. Come si può parlare di città a vocazione ecosostenibile, se proprio gli utenti più giovani vengono disincentivati all’uso del mezzo pubblico, di fatto costringendo le famiglie all’accompagnamento in auto con l’ulteriore, paradossale, effetto di aumentare i livelli generali di inquinamento e di traffico?Il Decreto del Ministero dei Trasporti del 31/01/97 ha disciplinato il trasporto scolastico ordinario, senza occuparsi, in modo specifico, del trasporto dei disabili. La L. 104/92, però, richiama e sviluppa quanto già disposto dalla L. n. 118/71, che prevede il trasporto gratuito dalla propria abitazione alla sede della scuola e viceversa, affermando il diritto ad avvalersi di trasporti specifici. E’ previsto che i comuni devono assicurare modalità di trasporto individuali per le persone disabili non in grado di servirsi dei mezzi pubblici. Occorrerà pertanto avvalersi di mezzi di trasporto idonei ed eventualmente di personale specializzato, al fine di erogare un servizio, anche individualizzato. Il D. Lgs n. 112/98, inoltre, ha attribuito alle province per l’istruzione secondaria superiore ed ai comuni per i gradi inferiori di scuola, i compiti e le funzioni concernenti i servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni “con handicap” o in situazione di svantaggio, che dovrebbe prevedere sia l’organizzazione di trasporti speciali che la relativa assistenza ad personam. Già i nostri ragazzi sono costretti a viaggiare su mezzi antidiluviani (in attesa dei tanto propagandati autobus elettrici – conclude Sonia Angrisani – non chiediamogli anche di ‘pagare’ in prima persona per l’inefficienza di chi li governa. Ma l’istruzione non era un diritto?