Nocera Inferiore, San Francesco, voglio l’erba voglio ma come…

Erba di casa mia. Mangiavo in fretta e poi. Correvo via. Quanta emozione, un calcio ad un pallone. Tu che dicevi piano. “Amore mio, ti amo”

Dietro l’angolo interventi ulteriori al San Francesco, un milione e mezzo di euro da spendere bene, tra finanziamento Coni e partecipazione Comune. Bisognerebbe seriamente discutere, almeno questo, sulla possibilità di utilizzare parte del finanziamento per passare dall’erba naturale – con tutto il rispetto per Massimo Ranieri e per i cultori dell’odore e della tradizione – a quella sintetica. L’erba che Giancarlo De Sisti, nel lontano 1982 alla guida della Fiorentina – vedi foto archivio Villani della partita di Coppa Italia – definì un biliardo non c’è più da tempo. A metà anni novanta l’alluvione la colpì a morte. Di seguito solo rappezzi, anche l’ultimo delle Universiadi pur con nuovo sistema d’irrigazione non ha sortito l’effetto sperato, già si intravede una nuova stagione complicata per il manto erboso naturale del San Francesco. A proposito delle Universiadi, aperta parentesi. Bisognerebbe anche spiegare come mai al Palazzetto cade ancora acqua sul parquet e come mai al San Francesco la wi-fi è sparita e i sediolini delle panchine sono in pure stile e prezzo Ikea. Magari un giorno, al netto di inchieste giudiziarie già partite, gli organizzatori risponderanno. Tornando all’erba sintetica, potrebbe essere una soluzione validissima per eliminare una manutenzione difficile e costosa, potrebbe spingere qualcuno a prendere in gestione la struttura avendo la possibilità di giocarvi senza tregua, darebbe la possibilità a tutte le realtà calcistiche cittadine, giovanili a comprese, di fruirne. Pensiamoci, pensateci.