Proprio così, ci sono ma non ci sono, anzi ci sarebbero. La paradossale vicenda è stata al centro dell’ora e mezza di discussione della terza conferenza dei servizi, presieduta dall’assessore Prisco. Per l’amministrazione e la maggioranza presenti anche l’assessore Ugolino e il presidente di commissione sanità Stile. Con loro i tecnici di prima fascia interessati, cioè Fontanella, Califano e Bruno. La Provincia era rappresentata da Anna Paola Siciliano, l’Arpac da Caterina Scarpa.
La situazione è nota. Del finanziamento in arrivo dalla Regione per il collettamento, 3 milioni e non più i 5 promessi per il primo lotto, si son perse le tracce. Nel senso che sono stati stanziati i 3 milioni ma continua a mancare il fondamentale decreto esecutivo – probabilmente per somme da portare in bilancio – e per tale motivo la Gori, che ha avuto in affidamento l’esecuzione dei lavori, pur avendo da tempo pronto il progetto, non può andare avanti con le procedure di rito, appalti compresi, non essendoci il materiale arrivo dei fondi. Il Comune, tramite l’architetto Fontanella, ha diffidato Gori ed Ente idrico Campania, chiedendo loro nel giro di 90 giorni tutte le misure idonee ad eliminare i disagi dovuti alla mancanza dei lavori di collettamento. Raggelante ma lineare la risposta scritta dell’Eic e quella stamattina in aula dell’ingegnere Francesco Rodriguez della Gori L’unica soluzione, in assenza di lavori, sarebbe quella di chiudere gli scarichi.
Ovviamente a questo nessuna vuol arrivare. Rodriguez ha ripercorso l’iter cronologici e accordi presi. Ha ribadito che la Gori ha pronti due progetti esecutivi, uno da 3 milioni e da un 5 milioni ma che al momento i milioni stanziati ma non ancora arrivati sono soltanto 3. Ha spiegato che bisogna far riferimento, oltre che alla Regione, al nuovo commissario nazionale unico alla depurazione Enrico Rolle. Ha anche accertato che secondo gli ultimissimi rilevamenti Arpac, gli scarichi nocerini inquinanti non sono industriali ma antropici, cioè riguardanti le attività domestiche o agricole, pur ammettendo che l’effetto Solofra finisce per abbinarsi e per tirare in causa fatalmente anche le industrie di quelle zone. Ha confermato che le acque reflue nocerine sarebbero collegate, a lavori fatti, al depuratore di Angri e non a quello di Scafati e nemmeno al vicino di Nocera Superiore.
Ma siamo ancora nella fase del condizionale, in assenza di fondi veri e di lavori. Ricordiamo che manca ancora qualsiasi stanziamento di fondi per il secondo lotto, riguardante la collettazione della zona industriale di Fosso Imperatore, e per il terzo, concernente l’estensione della rete fognaria cittadina. Il progetto originale, comprendente i tre lotti, ammontava a quasi 15 milioni di euro. Al momento manca la certezza persino dei 3 iniziali.
E’ arrivato il momento, per tutti, di alzare la voce verso Regione, Ministero dell’Ambiente e Commissario Unico Nazionale. Ora o mai più.







