In sei sono accusati di aver avuto soldi in cambio di voti per l’ex consigliere comunale di Nocera Inferiore, Nicola Maisto. In sei hanno preferito il silenzio. Sono comparsi davanti ai carabinieri del Ros: giovanissimi, poco più che ventenni, tutti indagati per corruzione elettorale in concorso. Accusati di essere stati avvicinati da Luigi Sarno, ritenuto il collante tra diversi candidati al consiglio comunale e persone da individuare, per raccogliere preferenze in cambio di denaro. In sei avrebbero percepito dai 40 ai 50 euro ciascuno per dare la propria preferenza all’ex consigliere Maisto, (che ha precisato di non conoscere nessuno del gruppo).
Prosegue, dunque, l’indagine della Dda, che seguendo i movimenti dell’ex boss Antonio Pignataro e di un gruppo di suoi sodali, ha poi aperto un filone d’inchiesta su un presunto giro di soldi collegato all’ultima campagna elettorale amministrativa nella città di Nocera Inferiore. Le indagini della Procura distrettuale sono ora focalizzate sui nomi di altri candidati, sfiorati dalle intercettazioni e già sentiti in sede di interrogatorio per chiarire circostanze e rapporti. Per il prossimo 14 settembre invece è prevista l’udienza in sede di Riesame.
Intanto l’Antimafia sta svolgendo approfondimenti sui certificati medici che portarono alla scarcerazione l’ex cutoliano Antonio Pignataro, la figura centrale dell’indagine della Dda, noto per l’omicidio della piccola Simonetta Lamberti, figlia del magistrato. Dopo la confessione di quell’omicidio, Pignataro ottenne gli arresti domiciliari in virtù di un tumore al fegato e ad una serie di altre patologie che rendevano la sua custodia carceraria incompatibile con lo stato di salute.

