Avrebbero maltrattato e picchiato – in diverse occasioni – alcuni pazienti in cura presso Villa dei Fiori. Il sostituto procuratore Giuseppe Cacciapuoti chiude ufficialmente le indagini nei confronti di undici persone, all’epoca dei fatti operativi e in servizio presso la casa di cura nocerina. Il blitz scattò nel dicembre del 2015, con l’esecuzione di sette misure cautelari agli arresti domiciliari. La novità maggiore dell’attività investigativa conclusa è l’aggiunta di altri quattro elementi – accusati solo di lesioni – che si vanno ad aggiungere ai sette già attenzionati in fase preliminare. La contestazione maggiore è quella di maltrattamenti in concorso, con il coinvolgimento diretto di autisti e accompagnatori. Sullo sfondo, la struttura di Villa dei Fiori, finita nel mirino nel lontano Ottobre 2014, quando i carabinieri del reparto territoriale raccolsero e verbalizzarono le denunce dei genitori di due pazienti, che riferirono di botte e maltrattamenti verso i loro figli. Gli autori risultarono essere gli accompagnatori che trasferivano i pazienti dalle proprie case al centro ubicato in via Pantaleone. Dopo quelle denunce, i militari diedero il via alle indagini, con intercettazioni ambientali e l’installazione di alcune telecamere installate nei pullmini. Gli uomini dell’allora tenente colonnello Enrico Calandro acquisirono poi – dietro richiesta della procura – i filmati video che ritraevano alcuni momenti nei quali sarebbe stato ben visibile il comportamento violento di alcuni operatori verso ragazzi portatori di handicap. I pazienti sarebbero stati maltrattati all’interno dei mezzi di circolazione, utili al loro trasferimento, il che portò all’esclusione di responsabilità da parte della struttura. Il personale era infatti esterno. La procura contesta non solo violenza fisica, ma anche «omissioni» da parte degli indagati, come gli autisti, impassibili dinanzi a pugni, schiaffi e strattoni. Sette, tra autisti e accompagnatori, furono in un secondo momento sospesi e poi licenziati dall’amministrazione di Villa dei Fiori. Le cause di lavoro sono in corso. In un caso, il Riesame annullò la misura cautelare per uno dei coinvolti, non essendo le prove raccolte sufficienti a giustificare l’arresto. Stessa sorte per un secondo, raggiunto dagli arresti domiciliari per soli sei giorni di servizio. Con l’applicazione delle misure, l’allora gip dell’epoca, Giovanna Pacifico, parlò di un «sistema di educazione alternativo», dove il rapporto tra autisti, accompagnatori e utenti veniva «azzerato» senza mezzi termini. Le violenze non sarebbero state occasionali, ma «strategie poste in essere senza essere visti dai genitori». Con la chiusura dell’indagine, gli indagati avranno modo di presentare memorie difensive o chiedere di essere sentiti. Già durante gli interrogatori di garanzia, in molti si difesero a spada tratta, spiegando che in qualche caso risultavano persino assenti nonostante le contestazioni a loro carico durante l’orario di lavoro.

