Non siamo dei convinti assertori di quel che scriveva per il teatro Peter Handke in Insulti al Pubblico (datato 1966), caratterizzato da personaggi in scena che ci dicono che non c’è niente, che non esiste niente, che non ci sarà spettacolo, le luci accese in sala a “responsabilizzare” la figura dello spettatore e toglierlo dalla sua ovatta comoda, non c’è scenografia, loro, lì sopra, non hanno niente da dirci, da comunicarci, da passarci. Da domani sera al Diana ci sarà parecchio. Debutta la quinta stagione teatrale, a cura del Teatro Pubblico Campano in collaborazione col Comune. Otto spettacoli, abbonamento al costo di 220 euro, singolo spettacolo col biglietto a 33 euro. Parla l’assessore Federica Fortino: “Nomi importanti anche quest’anno. Si comincia con Gianni Ferreri e la Banda degli Onesti. Si proseguirà con Monica Guerritore, Alessandro Haber, Buccirosso, la coppia Danieli-De Sio, Massimo Ranieri nel Gabbiano di Cechov (n.d.c. si pensa ad una seconda data a causa di prenotazioni già in esaurimento), il tandem Zanicchi-Laurito, Rivieccio. Gli abbonati sono saliti a 300, con un ricambio generazione rilevante. Quest’anno abbiamo collocato gli spettacoli tutti tra giovedì, venerdì e sabato”. Il sindaco Manlio Torquato: “La scelta della partnership col Teatro Pubblico Campano s’è rivelata vincente. Il Diana, coi suoi 416 posti che potevano essere di più se all’epoca fosse stato concepito diversamente, è al centro del discorso culturale della città. Ospita anche altre rassegne, ospita la danza e altro ancora. Da quest’anno c’è un’integrazione del cartellone in sinergia con Airone (tre spettacoli popolari con Casagrande, Amarante e Rizzo). Col Diana ma anche con la riapertura della sala polifunzionale della Galleria Maiorino possiamo assicurare strutture in grado di ospitare parecchi eventi, consiglio ad esempio alle realtà più piccole di mettersi assieme per poter assicurare magari anche un cartellone amatoriale di buon livello”. E di consorzio parla anche Elia Pirollo, non solo addetto stampa del Comune ma anche una sorta di direttore artistico senza carica: “A Sarno sta aprire un teatro, Nocera ha il Diana, Pagani l’Auditorium. E’ immaginabile un consorzio per assicurare ai cittadini dell’Agro caratterizzazioni e scelte senza doppioni. Magari teatro sperimentale a Sarno, prosa a Nocera e teatro popolare a Nocera. Il Diana intanto porta avanti una tradizione importante. Qualche anno fa Servillo ne rimase entusiasta, veniva per la seconda volta in città, tanti anni prima era venuto al Teatro Tenda”. E qui fioccano i ricordi: “Albertazzi si lamentò in diretta del rumore dei treni, i fratelli Giuffrè fecero buon viso a cattivo gioco, Walter Chiari vi costruì sopra minuti inediti di spettacolo. Col Diana abbiamo fatto passi in avanti, anche se lo spazio limitato del palcoscenico non ci consente determinati spettacoli, ad esempio per quest’anno avevamo pensato ai Momix”. In attesa di un ritorno sempre sperato di Jazz in Parco (nel frattempo l’anno prossimo comunque tornerà al Castello Fienga grazie a tre spettacoli nell’ambito del finanziamento regionale avuto), Pirollo e Fortino annunciano altre novità per il Diana: spettacoli in più di danza, mostra fotografica sul Diana e soprattutto al ritorno delle mattinate, con proiezioni di film a 2 euro ogni domenica mattina.




