Da parecchio in città non si parla di 25 aprile e di Resistenza. Domani sarà tempo magari di meditazioni, non di manifestazioni che pur mancano da tanto ma che stavolta sono impossibili o quasi per ovvi motivi. 25 aprile 2008, l’allora sindaco Antonio Romano scoprì a Palazzo di Città una targa in memoria dei partigiani nocerini caduti sul campo : Antonio Tramontano, Lorenzo Fava, Salvatore Iannone.
Lorenzo Fava. Nato a Nocera Inferiore nel 1919, ucciso a Verona il 17 luglio 1944, studente, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. I suoi si erano trasferiti in Polesine e Lorenzo, concluse le scuole medie, si era iscritto alla Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Padova. Nel 1941 si era arruolato negli alpini e, dopo un anno di corso alla Scuola allievi ufficiali di Bassano del Grappa, era stato inviato col grado di sottotenente con le truppe d’occupazione in Montenegro. Rimpatriato nel 1943, il giovane ufficiale si trovava a casa in licenza quando fu annunciato l’armistizio. Senza esitare, Fava si diede alla macchia e, dopo aver combattuto nelle prime formazioni partigiane venete, entrò nei GAP di Verona, portando a termine audacissime azioni. Il 17 luglio del 1944 era tra i gappisti che avevano dato l’assalto al carcere di Verona, dove era rinchiuso da sette mesi Giovanni Roveda; il dirigente sindacale fu liberato, ma Lorenzo Fava fu gravemente ferito e cadde in mano ai fascisti. Torturato invano perché rivelasse nomi e basi dei gappisti, fu finito dai suoi aguzzini. Alla memoria di Lorenzo Fava l’Università di Padova ha conferito dopo la Liberazione la laurea “ad honorem”.
Antonio Tramontano. Nato a Nocera Inferiore il 3 maggio 1922, fucilato a Cuneo il 26.11.1944. Dopo l’armistizio entrò a far parte della XI Divisione Garibaldi 181° battaglione in forza al Comando Varaita. Arrestato dai fascisti di Salò a Castelletto di Brusca; condotto a Cuneo fu torturato e poi fucilato. Al mattino di domenica 26 novembre 1944 le autorità militari fasciste di Cuneo decisero di fucilare cinque detenuti politici, come rappresaglia per l’uccisione del maresciallo Bernabè, avvenuta due giorni prima sul piazzale della nuova stazione ferroviaria. La tristesorte toccò a Maria Luisa Alessi, Pietro Fantone di Paesana, ingegnere Rocco Repice di
Tropea, sergente automobilista Antonio Tramontano di Nocera e cavaliere Ettore Garelli, cancelliere della Pretura, ex capitano del 2° Reggimento Alpini, decorato con Medaglia d’Argento.
Salvatore Iannone. Nato a Nocera Inferiore il 2.1.1924. Formazioni di appartenenza dal 1.6.44 al 12.8.44 la 5° Div. Garibaldi e la 75° brigata Garibaldi. La I zona operativa piemontese del Corpo volontari della libertà, denominata “Biellese” ma avente competenza anche per il Vercellese, era diretta da un Comando zona alle cui
dipendenze operavano sei brigate “Garibaldi” (e relativi reparti dipendenti) inquadrate
nella V e nella XII divisione, una brigata di polizia, una brigata “Giustizia e Libertà” e
due brigate “Sap” (a loro volta suddivise in distaccamenti e squadre).Muzzano, 12 agosto 1944 Il caposaldo fascista nella Valle dell’Elvo viene preso di mira per un attacco della 75a Brigata ”Piemonte” che predispone, quali azioni diversive, attacchi anche ai presidi di Pralungo e di Cossila-Favaro (frazioni di Biella) e in un’imboscata contro eventuali rinforzi da Biella poco oltre il torrente Oremo nei pressi di Occhieppo. A Pralungo ed a CossilaFavaro il nemico, impegnato a lungo, ha diverse perdite mentre un solo garibaldino rimane ferito, catturato e fucilato: Salvatore Iannone.

