Nocera Inferiore. Nuovo scontro tra ultras per un murales cancellato

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Si consuma un nuovo scontro tra ultras della Nocerina. E tutto per un murales cancellato. La polizia di Nocera Inferiore sta indagando su un episodio dai contorni inquietanti avvenuto pochi giorni fa, all’altezza del ponte di via Astuti. Su una delle due estremità figura da tempo la scritta “Bothers Nocera”, marchio di uno dei gruppi che contraddistingue il tifo ultras in città. Una scritta che nella notte tra il 5 e il 6 però è stata parzialmente cancellata, tanto da spingere il gruppo che aveva subito “l’affronto” ad intervenire il giorno dopo, per ridipingere ogni singola lettera. Questo nel tardo pomeriggio del giorno seguente. Eppure, qualcuno sarebbe stato informato quasi in diretta che esponenti, presumibilmente del gruppo “Bothers”, erano ritornati in quel luogo per sistemare il murales. Non è stato infatti un caso che proprio nel momento in cui alcuni ragazzi erano impegnati a colorare nuovamente il muro, dal nulla siano sbucati fuori altri gruppetti di giovani, decisi a scatenare una rissa. Con macchine lasciate accese, questi ultimi si sarebbero avventati contro il gruppo rivale. Non solo botte a mani nude, ma anche la disponibilità di mazze pronte a colpire per qualcuno dei protagonisti.

Una rissa che si è sedata dopo poco in automatico, con la polizia informata dell’episodio già quando entrambi i gruppi si erano velocemente dileguati. L’episodio segue quanto avvenuto lo scorso settembre, al termine della partita casalinga con il San Severo, quando due fazioni opposte del tifo rossonero se le diedero con estrema violenza all’esterno dell’ospedale, per poi rincorrersi – sempre armati – lungo alcune strade della città. Tre fu il bilancio dei feriti in quell’occasione. Per quei fatti la Questura ha già emesso più di venti Daspo. Alla procura invece non resta che aggiungere ad un’indagine che già conduce da tempo, anche l’episodio di qualche giorno fa consumato lungo via Astuti. Segnali, questi, di una rottura all’interno del tifo rossonero, tanto da spingere gli stessi agenti delle forze dell’ordine a temere per la sicurezza e l’incolumità pubblica per ogni match disputato in casa. Alla base dei dissapori, futili questioni di tifo e rivendicazione collegate al passato. A quanto pare mai sanate del tutto.