Giugno evidentemente è un mese particolare. Non toccate i bambini, si dice. Eppure a giugno, i bambini da queste parti si toccano. Storie diversissime tra loro, con un finale opposto. Per Iolanda. in questi giorni, la vicenda è finita malissimo, in tragedia, all’Umberto I ha vissuto gli ultimi momenti dei suoi 8 mesi. A giugno 2010, per fortuna e per bravura delle forze dell’ordine, andò bene a Luca, che all’Umberto I nacque ma poi fu rapito proprio lì. Fu ritrovato in casa di un’infermiera a Nocera Inferiore, Luca era un neonato rapito a poche ore dalla nascita all’ospedale «Umberto I». Fu ritrovato a causa di un’infermiera nocerina, che lavorava al Cardarelli di Napoli, fu necessario un blitz della squadra mobile nell’abitazione di via Petrosini. L’Infermiera, separata con due figlie, spiegò il movente del folle gesto, conquistare il compagno dopo un doloroso aborto. Fu un medico dell’ospedale Umberto I di Nocera a consentire alla polizia di arrivare a lei. L’uomo l’incrociò all’uscita e la riconobbe nel diffuso identikit della «falsa» infermiera che aveva rapito un bimbo. Annarita aveva esperienza in materia sanitaria e si comportò senza dare destare nella stanza della mamma. Al momento del rapimento il bimbo era nato da appena tre ore. L’allarme scattò in ritardo, l’angoscia del papà Fabio e della mamma Annalisa durò per una giornata intera. Poi il lieto fine. Nove anni fa, andò così.
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