Nocera Inferiore: Nel mezzo del tempo

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“Il passato lo possiamo solo immaginare come un altro futuro, e ciò che si pensa non è mai così fedele a come lo idealizziamo. Quanta regia, quanti desideri, quanta dolcezza imprimiamo nei ricordi, proprio come quando costruiamo castelli in aria, quando immaginiamo la nostra vita futura. Cos’è il passato se non un futuro retroattivo, soprattutto se non eravamo presenti? E cosa sarà mai un passato vissuto se non sbiadito dai colori dei sentimenti che nel tempo si sono distesi, allungati, arrugginiti, stropicciati o incantati? Aveva la bocca secca. Anche i ricordi a volte vogliono essere diluiti. Quando arrivano tutti insieme possono far mal deglutire”. Il tempo, i ricordi e i luoghi fanno parte costante della scrittura di Filomena Baratto, non fa eccezione l’ultima fatica letteraria, Nel mezzo del tempo, scritta per Graus Editore e presentata ieri sera, assieme a Rosa Gargiulo, all’Ubik di Nocera. Riscoprire l’amata Vico Equense per la Baratto è equivalso a calarsi meglio nella vita della Sasso, la protagonista del libro, che cerca di diventare grande a 50 anni, capendo la differenza tra l’amore vero se pur sofferto e il senso di far le cose per obbligo come accade spesso in certi matrimoni. La mancanza di una guida in famiglia, fatta eccezione per la zia, l’ha costretta a non fare quel che veramente sognava e sperava di fare. Ma non è mai troppo tardi. La Baratto-Sasso ci svela che il tempo siamo noi che lo determiniamo, con le nostre scelte, il nostro modo di usarlo, alla stregua di un Carpe Diem da tradurre nella vera essenza del significato, cioè nel non sprecare quel che oggi, domani e sempre siamo ancora in grado di costruire con forza di volontà ma anche di pensiero e azione.