Si è concluso in primo grado con una condanna ad 1 anno, 2 mesi e 20 giorni di reclusione, il processo per violenza sessuale a carico di un infermiere dell’Umberto I di Nocera Inferiore.
I fatti risalgono tra il 2012 ed il 2013. L’uomo, secondo l’impianto accusatorio, avrebbe molestato una collega sul posto di lavoro. Più volte. Ad innescare le indagini, la denuncia della vittima, che raccontò di molestie durante il turno di lavoro: l’infermiere – secondo il racconto della vittima – la bloccava e la tirava a sé, tentando di toccarla e baciarla contro la sua volontà, accarezzandole le braccia e i capelli, «cercando costantemente un contatto fisico». L’uomo avrebbe agito sempre quando restava solo con la collega. Quest’ultima, a suo dire, gli avrebbe intimato di smettere di molestarla, sottolineando anche di essere sposata.
Dal momento che aveva un contratto interinale, la donna non raccontò subito di quelle molestie, temendo per il suo posto di lavoro. Furono due episodi in particolare a spingerla poi a denunciare tutto ai suoi superiori, oltre che ai carabinieri: uno nell’estate del 2012, l’altro con l’inizio del 2013. «Mi trovavo nel lactarium e mi accingevo a prendere il latte per i neonati quando lui, per l’ennesima volta mi afferrò da dietro, cercando per l’ennesima volta di baciarmi».
A quel punto, la donna si decise a raccontare tutto al primario del reparto ed al caposala, per poi chiedere un paio di settimane di malattia, per un peggioramento del suo stato di salute condizionato dai comportamenti del collega. Nonostante questo, l’uomo non avrebbe mai arrestato le sue volontà. All’epoca dei fatti la donna aveva 23 anni. Dopo la denuncia, la Procura aprì un fascicolo a carico dell’uomo, con l’accusa di violenza sessuale. Accuse che hanno retto fino all’udienza preliminare e ora in primo grado, al termine del dibattimento, con la condanna inflitta dal collegio ad un anno, due mesi e venti giorni di reclusione.

