Nocera Inferiore, minori schiavizzati per elemosina: il processo slitta per un errore

Il fascicolo ritorna in procura perchè gli atti da notificare ai tre imputati non sono stati tradotti nella lingua madre. I tempi rischiano di allungarsi anche ad un anno

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Il processo nei confronti dei tre romeni accusati di schiavizzare alcuni minori per chiedere l’elemosina non si farà. Non ancora, almeno. Ieri mattina si sarebbe dovuta tenere la prima udienza, ma tutto è saltato perché gli atti da notificare agli imputati non erano stati tradotti nella lingua madre. Cioè, il romeno. Circostanza che ha fatto si che il fascicolo ritornasse in procura, da dove ricomincerà tutto l’iter. Potrebbe anche volerci un anno, vista la mole di lavoro che da tempo paralizza il tribunale. Al banco degli imputati Zoltak Kozak, Mihaly Matyas e Cornel Comaniciu, difesi dall’avvocato Giovanni Conte. I tre furono arrestati dopo un’indagine dell’Antimafia di Salerno, che scoprì come in un campo nomadi di Nocera i tre gestissero un gruppo di minori, obbligati a chiedere elemosina presso supermercati, chiese e incroci semaforici di tutto l’Agro nocerino. Gli schiavi versavano ai capi guadagni dai 10 ai 15 euro al giorno per estinguere il debito e beneficiare di un alloggio. Al minimo accenno di ribellione, venivano picchiati e costretti a tornare in strada. I tre si occupavano del trasporto in Italia, dove portavano i ragazzi prendendoli dai paesi più poveri del paese. L’illusione di una vita migliore si scontrava poi con la realtà, fatta di degrado e povertà. Il campo nomadi era alle spalle dello stadio San Francesco.