Nocera Inferiore, Marsullo si cimenta con l’amore e il commuovere il lettore

“L’anno in cui imparai a leggere” di Marco Marsullo, presentato all’Einaudi, è uno di quei romanzi che riescono a strappare sorrisi e a lasciare il segno. Niccolò ha venticinque anni ed è innamorato di Simona. Così quando lei, bella e inquieta, parte mollandogli suo figlio Lorenzo, lui decide di prendersene cura. Niccolò non ha mai fatto il padre, e non sa come gestire capricci e routine. Giorno dopo giorno, tra litigi e partite a pallone, pigiama party e impreviste abitudini, questi tre “ragazzi” abbandonati imparano ad appoggiarsi l’uno all’altro, per sorreggersi insieme contro il mondo. Stile familiare, racconto di un commovente percorso di crescita. i è piaciuto molto perché con uno stile familiare e una scrittura emozionante, racconta una storia bella, un anno indimenticabile, un percorso di crescita che finisce per commuovere. Lo stile semplice e “leggero” rendono la lettura più piacevole. Napoli fa solo a sottofondo, la città potremmo sceglierla tranquillamente noi, qui la differenza la fanno le emozioni. Un romanzo dolce e ironico che riesce con leggerezza a fornire tantissimi spunti di riflessione. Una storia universale che racconta quanto la forza dell’amore possa sconvolgerti la vita fino a cambiarti nel profondo, in modi meravigliosamente inaspettati. Marsullo ha cominciato con Ho Magalli in testa, ma non riesco a dirlo, una raccolta di racconti dal tema surreale e grottesco. Nel 2013 pubblica il suo romanzo d’esordio Atletico Minaccia Football Club. Tra gli altri suoi libri ricordiamo: L’audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle Miserabili Monache, Dio si è fermato a Buenos Aires, I miei genitori non hanno figli, Il tassista di Maradona, Due come loro. E’ anche editorialista della Gazzetta, insomma nulla si fa mancare, nemmeno l’approccio alla diversità dell’ultimo romanzo rispetto a tutta la precedente produzione. Sembra il salto di qualità, se ha un senso tale etichetta. Un romanzo di formazione, che può anche essere Zoff, Gentile, Cabrini vista la passione notevole del diretto interessato per la sfera di cuoio.