L’ultima visita a Tramonti dello “zio d’America” fu nel 1992, quando ritornò alla casa materna alla frazione di Cesarano. Gli avi originari erano di Pareti di Nocera Superiore. Lui e sua moglie andarono in visita a Paret,i accolti nella bellissima chiesa di San Ciro.
Un “gigante”, un “modello per le generazioni future” così Bill De Blasio, sindaco di New York e Barack Obama, ex presidente USA, hanno ricordato Mario Cuomo nel giorno della sua morte, avvenuta cinque anni fa. Figlio di Andrea, originario di Nocera Inferiore e di Immacolata di Tramonti, emigrati, come tanti nostri connazionali, negli States senza una lira e senza una parola di inglese.
Nato nel Queens, un distretto di New York City grande quanto Manhattan Bronx e Staten Island messi insieme, non imparò a parlare inglese prima degli 8 anni. Fu là, in un territorio dominato da gente irlandese, italiana, ebrea, greca e tedesca, nel quartiere South Jamaica, che Mario crebbe. Dal 1983 al 1994, per ben tre mandati consecutivi ricoprì, primo italoamericano a farlo, la carica di governatore di New Yorkper il Partito Democratico, in tempi in cui negli USA essere di sinistra non era facile. La sua opposizione alla pena di morte gli costò il quarto mandato. I suoi collegamenti con i luoghi d’origine, di cui ha sempre fatto menzione con orgoglio durante le varie campagne elettorali, non si sono mai interrotti. Anche perchè i suoi parenti più diretti in Italia, Sergio e Giuseppe Cuomo, hanno creato a Salerno l’associazione Mentoring Usa-Italia che garantisce sostegno ai ragazzi in difficoltà e vede Matilda Raffa Cuomo, la moglie dell’ex governatore, tra le più attive.

