Nocera Inferiore. L’Archivio dell’Ospedale Psichiatrico “Vittorio Emanuele II”

L’Archivio dell’Ospedale Psichiatrico
“Vittorio Emanuele II” di Nocera Inferiore
1882-1998, presentazione di Walter Di Munzio.

Questo lavoro si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione e utilizzo del patrimonio delle dismesse strutture asilari che hanno ospitato i “matti” in Europa dalla fine del ‘700 ed a Nocera dal secolo
successivo fino al 1998, anno in cui fu definitivamente chiuso a seguito della legge di riforma psichiatrica. Il manicomio è stato per anni, fino alla legge di riforma Basaglia, attorniato da un particolare alone, quasi palpabile, che lo rendeva un mondo a sé stante rispetto alla società civile, quella dei “normali”, che aveva
delle regole particolari, una propria gerarchia, una particolare popolazione, un’ “altra” economia, comprendente tra l’altro un’azienda agricola, laboratori artigianali come la tipografia e la falegnameria. Ma, non dimentichiamolo, era anche un luogo di sofferenza, di cura, di ricerca scientifica e un luogo di lavoro per tanta parte della popolazione nocerina e dei paesi limitrofi.
Ma a Nocera non ci si è limitati a chiudere il manicomio. E’ stato avviato un programma di riconversione e di riuso strutturale che ha consentito di realizzare uno dei rari esempi di applicazione piena del dettato riformatore destinando parti del vecchio manicomio a sede del Tribunale, dei servizi sociali comunali, dei presidi di polizia e di guardia di finanza. Una nuova vita per una struttura chiusa per sempre dalla evoluzione del concetto di assistenza e dal rifiuto irreversibile di continuare a far vivere strutture di segregazione e di sofferenza, quali sono stati i lager manicomiali. Ma non si è perseguito il mero riutilizzo strutturale. Si è voluta una Fondazione che potesse avere un ruolo nella formazione degli operatori dei nuovi servizi, nella conservazione della memoria storica, nella promozione della ricerca scientifica e della produzione editoriale.

Il lavoro qui documentato è il risultato di una delle tante attività che da anni la Fondazione CeRPS promuove. Infatti, nell’ambito della rivalorizzazione di quanto rimaneva dell’ex ospedale psichiatrico “Vittorio Emanuele II”, si è ben inserito il progetto di recupero della documentazione archivistica, conservata nell’archivio dell’istituto, attuato di concerto con la Soprintendenza Archivistica per la Campania, nella persona dell’ex soprintendente Maria Rosaria de Divitiis, aderendo al progetto nazionale “Carte da legare”.Tale progetto ha consentito il recupero, l’informatizzazione e la valorizzazione del patrimonio documentario, che l’incuria e il passare del tempo avrebbero fatto disperdere.

Presentando, oggi, l’inventario dell’ex O.P. si aderisce all’idea che la storia non è fatta solo di grandi eventi bellici, di personaggi di spicco, strateghi, combattenti, ma anche di quotidianità, spesso sofferente ed impegnativa, vissuta da persone, pazienti, medici, infermieri, operatori, coinvolte a vario titolo in quella che per lunghi anni può essere considerata la storia della psichiatria in Italia. Questo lavoro non deve essere considerato un punto di arrivo ma un momento di avvio perché apre la possibilità di una molteplicità di ambiti di ricerca per i quali il presente inventario sarà uno strumento fondamentale e prezioso per conoscere tanti aspetti della storia non solo locale ma anche per confronti ed interrelazioni con realtà di altre zone italiane ed europee. Dunque, un tesoro di memorie, un catalogo della memoria la cui costruzione ha comportato un notevole impegno economico, umano e scientifico.

Senza dubbio, la successiva tappa di questo percorso è quella che vedrà la realizzazione di un data-base informatizzato delle circa 40.000 cartelle cliniche custodite nel nostro archivio, che daranno l’avvio ad una pluralità di ricerche e studi non solo nei territori dell’epistemologia della clinica psichiatrica ma sulla storia delle migliaia di uomini e di donne, che a diversa ragione sono state internati. In questa tipologia di impegno è coinvolta fin dal 2000 la Fondazione CeRPS, che con sempre più numerose attività persegue l’obiettivo di custodire e valorizzare l’archivio storico e la ricchissima biblioteca dell’O.P., ma anche di incentivare ricerche e studi non solo di carattere storico ma anche su tematiche ampie quali l’emarginazione, il disagio psichico e sociale, nonché attivare percorsi formativi per operatori e per giovani utenti con disagio psichico, sperimentazioni cliniche ed operazionali, produzioni editoriali ed audio-visive.