Nocera Inferiore, l’Acqua Pubblica e la tappa che ribadisce l’impegno

Il referendum “contro la privatizzazione dell’acqua” nacque da una grande mobilitazione, un vero record di partecipazione: 1 milione e 400 mila firme (ne bastavano 500 mila) raccolte da marzo a luglio 2010 dai comitati promotori È giusto che servizi essenziali di pubblica utilità possano essere gestiti anche da aziende private anziché esclusivamente da consorzi o enti pubblici locali? La gente, in gran massa, disse che non era giusto, accadde nel 2011 ma ad oggi la vittoria referendaria è rimasta un gran successo senza conseguenze pratiche. Manca l’attuazione del risultato referendario da parte delle regioni. Manca ancora una legge nazionale, che nessun governo ha mai provveduto ad elaborare, fatta eccezione per il gialloverde con una bozza e dell’impegno programmatico assunto dall’attuale giallorosso.

La sesta tappa del Tour No Gori, ieri sera ha avuto come sede d’arrivo l’aula consiliare di Nocera Inferiore, comune che ha un’amministrazione schieratasi da tempo contro la Gori e soprattutto ha una rete per l’acqua pubblica caratterizzata da molteplici adesioni, tra comitati e associazioni, per arrivare a sognare il traguardo, ovvero la ripubblicizzazione dell’acqua. Il sindaco Torquato, che nell’antica maggioranza Di Vito fu il solo a dire di no alla Gori, ha ribadito la ferma volontà dell’amministrazione di procede nel cammino accanto ai comitati, pur ribadendo che fino a quando esisterà la Gori bisognerà avere interlocuzione con la stessa in materie di grande attualità, in primis per il collettamento fognario.

Mauro Di Serio, per i comitati, ha dichiarato che con la Gori è in atto una lunghissima partita a scacchi, che vittorie e sconfitte s’alternano e che in generale è aumentata nella società civile ed in diverse amministrazioni comunali la volontà di alzare la voce, di difendere diritti e di battersi. Sull’ultimo fronte, ha ricordato l’esempio di Ciro Annunziata che riuscì a convincere Roccapiemonte, col confronto serrato avuto col sindaco dell’epoca Antonio Pagano, a dire immediatamente no all’arrivo della Gori. Roccapiemonte è l’unico centro dell’Agro che non ha mai ceduto alle lusinghe, grazie anche a gente battagliera, su tutti il mai domo Antonio Lanzara.

Giuseppe Grauso, Coordinamento Campano Acqua Pubblica, ha fatto il punto della situazione sulla battaglia condotta nell’ambito dell’Ente Idrico Campano, dei 120milioni di partite pregresse che la Gori dice di voler recuperare, sull’ok al risanamento della Gori grazie ad accordo unilaterale sostenuto da colossi nazionali che fanno riferimento a note banche, sui ricorsi vari, sui distacchi punitivi che la Gori vorrebbe attuare alla stregua di una sorta di politica aggressiva verso chi vuole sottrarsi alla mannaia di bollette pazze. Sottolineatura importante anche sull’effettuato accesso agli atti del processo, caduto in prescrizione, per la serie di reati contestati alla Gori, sotto forma di vero e proprio carrozzone politico e di distribuzione di incarichi vari, da parte della Procura di Torre Annunziata.