Nocera Inferiore, la Segre ma anche il 25 aprile e la Giornata della Memoria

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Pensare a ciò che ha sofferto nel lager fa venire la pelle d’oca. Era una bambina. Doveva pensare a salvare la propria vita e, per fortuna, c’è riuscita. A quell’età non poteva essere né Padre Kolbe, né Salvo d’Acquisto. Che sia onorata, rispettata e anche protetta, è nella logica. Purtroppo un certo numero di antisemiti li abbiamo, di destra che verniciano le tombe e di sinistra che bruciano le bandiere di Israele. Ma una nuova moda si è imposta nei nostri comuni. Tutti vogliono conferire a Liliana Segre la cittadinanza della propria città. Che la senatrice a vita vada onorata, rispettata e protetta dagli antisemiti (come ebrea e italiana) è cosa ovvia, basta pensare alle sue sofferenze. In poche settimane ha avuto la cittadinanza a Palermo, Genova, Torino, Savona, Novara, Varese, Piombino, Pescara, Vasto. E tante altre sono in corso. Scafati già si è espressa. Castellammare pure. Campagna ed Ercolano pure. Nocera Inferiore lo farà stamattina. Un po’ turbolenta è stata quella di Biella: il sindaco, di centro-destra, l’aveva in un primo momento negata, e girata all’attore Ezio Greggio, nato in provincia di Biella e impegnato per l’assistenza ai neonati prematuri. Ma Greggio, per rispetto alla Segre, l’ha rifiutata. E il sindaco ha poi capito l’errore, «sono stato un cretino», ha detto. Alla fine l’hanno data alla senatrice. Ma possibile che nessuno si sia chiesto: che cosa mai la Segre ha avuto in comune con quelle città, visto che la concessione della cittadinanza dovrebbe onorare chi in qualche modo abbia fatto ad essa del bene. Sarebbe chiedere troppo chiederselo, mettiamola così. In quanto alla Segre, ultra-ottantenne costretta alla scorta da beceri attacchi di una  porzione di pericolosa destra nuova e insensata, sarebbe impossibile spostarsi ogni giorno per l’Italia a scopo di ringraziare sindaco e amministrazione di turno per l’onorificenza. Ricordiamoci, piuttosto, di onorarla anche in altri modi, dalla Giornata della Memoria al 25 Aprile, il vero modo di onorare le sofferenze e il sacrificio estremo di gente come lei ma anche diversa da lei.