Nocera Inferiore, la seduta psicoanalitica e politica dei 5 Stelle

Non sono un partito e forse è proprio per questo motivo che hanno il coraggio di mostrare in pubblico, no nelle segrete delle stanze, il momento fatto di critica e autocritica ma anche di propositi di rivedere la rotta almeno per l’aspetto governance. Parliamo dei 5 Stelle, di scena di questi tempi sui territori, con le figure nazionali che incontrano rappresentanze e attivisti locali. Ieri è accaduto a Nocera, convento Sant’Antonio. Ha fatto da moderatore, chiedendo innanzitutto il rispetto dei tempi per gli interventi, il buon Cosimo Panico. Tanti gli interventi. Cominciando da quello della senatrice Angrisani, che ha svelato le novità interne in arrivo. Una sorta di direttorio nazionale, composto dal capo politico, da 6 figure indicate dallo stesso e da 12 facilitatori che avranno il compito di collegare il nazionale al locale. Ma come ha sottolineato l’ex sottosegretario Cioffi, resta da chiarire il problema di fondo, ovvero se la rete avrà ancora il valore di adesso – tesi da lui sostenuta e condivisa dalla stragrande maggioranza – quando si tratterà di prendere le decisioni che conteranno. Il malumore degli attivisti è notevole. C’è chi mette in discussione l’alleanza col PD e parte da lontano, sottolineando che una volta conquistato il 33 per cento dei consensi bisogna aveva il coraggio di andare ad immediate nuove elezioni, rifiutando persino l’accordo con la Lega. Ma il vero problema emerso dalla seduta psicanalitico-politica di ieri, è stato un altro. La scarsa conoscenza e presenza sui territori, sottolineata con parole appropriate ad esempio dall’attivista nocerino Peppe De Nicola, che si trasforma in incapacità di comprendere le necessità di intere popolazioni, come ha sottolineato il sanseverinese Moscariello, lasciato solo nella battaglia per evitare il sito di compostaggio a ridosso di 6mila abitanti-attesa dal Tar a giorni la risposta al ricorso. Da Sarno, il già ex sindacato a sindaco Prisco ha fatto un discorso più ampio, una riflessione sul se sia opportuno passare dal movimento ad una vera propria forma partitica. Coraggioso l’intervento della deputata Villani, che ha chiesto scusa se sono state fin qui trascurate o prese sotto gamba le istanze locali. Insomma un dibattito serio, ampio, aperto al dissenso. Fondamentale per il destino del movimento è che non si trasformi in rotture e scissioni che in un momento così delicato metterebbero a rischio non solo i numeri ma i contenuti stessi dei 5 Stelle.