I matti vanno contenti, tra il campo e la ferrovia. A caccia di grilli e serpenti, a caccia di grilli e serpenti. I matti vanno contenti a guinzaglio della pazzia, a caccia di grilli e serpenti, tra il campo e la ferrovia. Specialmente da quando sono liberi di farlo, dal quel 1978 che produsse la legge 180, insomma la Legge Basaglia, in omaggio a quel Franco che partendo da Gorizia rivoluzionò la psichiatria in Italia. Nocera in antico era detta la città dei sette manicomi, sparsi sul territorio intero di Nuceria Alfaterna, con le cime rappresentate dallo Psichiatrico consortile di via Ricco, una città nella città, e dalla struttura di Materdomini, prima privata e poi pubblica. La storia rivivrà in una tre giorni all’insegna di teatro, dibattiti, musica, presentazione di libri, fotografia, esposizioni. Dall’ 11 al 13 maggio, presso l’ex Psichiatrico, ora Dipartimento di Salute Mentale. Titolo: “Quarantesimo anniversario Legge Basaglia, le tecniche di Liberazione del Sud”. Appuntamento voluto fortemente dall’Asl, dal Dsm e dal Comune di Nocera Inferiore, oltre che dalla fondazione Cerps (Centro Ricerche sulla Psichiatria e le Scienze Umane), realtà fondata da Sergio Piro e resa stabile da Bruno Coscioni, ex manager della nostra Asl presente nella conferenza di presentazione. Coscioni: ” Piro è stato al sud quel Basaglia fu al Nord. Uno studioso innovativo ed esuberante, pronto a battagliare sempre. Lo conobbi a Materdomini, non esitò a scontrarsi con il potere istituzionale sino ad essere licenziato, nel 1969, dall’ospedale Materdomini dove aveva dato inizio ad un esperimento di psichiatria alternativa, con le tecniche di liberazione, costituendo la seconda “comunità terapeutica” in Italia dopo quella l’esperienza di Psichiatria Democratico condotta da Basaglia a Gorizia. Anni dopo ci incontrammo per rilanciare la fondazione proprio a Nocera, che ha vissuto per decenni la realtà dello Psichiatrico. Oggi c’è voglia di ritrovare la storia come insegnamento per risolvere i problemi emergenti. La Fondazione ha presentato al Ministero dei Beni Culturali un progetto per acquisire alcuni locali della struttura ex manicomiale con lo scopo di creare il Museo della Psichiatria, il ministero ci ha detto no, confidiamo di farcela ancora, evidentemente anche in questi casi vale la raccomandazione. L’apertura dello Psichiatrico all’esterno iniziò negli anni cinquanta, mio fratello portò la Folgore a giocare lì, seguirono poi i ragazzi che andavano a giocare a calcio al cosiddetto campo dei pazzi. Da manager dell’Asl mi è toccato storicamente di chiudere definitivamente i due manicomi nocerini. Fu una battaglia lunghissima, incontrai le resistenze del commissario straordinario, che voleva evitare la chiusura per ovvie ragioni”. Sull’apertura all’esterno di luoghi che furono di malattia ma anche di storia, interviene Antonio Siciliano per l’Asl: ” Aprire i luoghi alla società civile, senza timori, abbattendo l’ultimo muro di diffidenza ancora esistente. E’ lo scopo di questi tre giorni in memoria della Legge Basaglia. Aprire i luoghi di una storia intensa e renderli fruibili a tutti, in particolare alle nuove generazioni”. Per la Fondazione, le parole di Pina Salomone: “Abbattere l’ultimo muro ma anche edificare una specie di villaggio, con scambi continui. Tra i tanti eventi della tre giorni, segnalo la mostra degli scatti fotografici di Luciano D’Alessandro, che rimase a Materdomini per dieci giorni producendo un lavoro dalla grandezza inestimabile”. Le conclusioni a Giulio Corrivetti, direttore del Dipartimento di Salute Mentale:” A 40 anni dalla legge Basaglia, possiamo dire che il bilancio è ampiamente positivo. I recenti convegni nazionali in materia hanno segnalato un solo grande problema da superare, quello riguardante il percorso ancora troppo lungo, a livello temporale, per i malati nelle strutture residenziali. Ma il grande elemento positivo nessuno può nasconderlo,riguarda la rete capillare di strutture al servizio di chi ha necessità di assistenza, particolare che riscontriamo anche in Campania, grazie alla legge Regionale del 1983, una delle primissime per completezza e progettualità. Una legge basata sulla centralità territoriale dell’assistenza per tutta la vita del paziente. Una vera e propria unità operativa, un modello da seguire per altre branchie, mi riferisco alla Neuropsichiatria Infantile o alla stessa assistenza agli autistici, tema di grande attualità ma con soluzioni ancora non idonee. Insomma dei veri e propri percorsi di cura, la nostra psichiatria ha fatto da apripista e esempio per cardiologia, diabetologia tanto per essere espliciti. Il nostro dipartimento di salute mentale, diventato provinciale dopo aver superato il frazionamento, si pone nel solco appena menzionato. Tiene conto dell’età, della rilevanza del problema psichico, della socialità del paziente, differenziando l’intervento a seconda dei dati di base. Basaglia, Piro e tanti allievi si batterono per la psichiatria in grado di aiutare realmente gli ultimi, i sofferenti, gli esclusi, i poveri, gli emarginati. E’ stata una battaglia vinta. Ora dobbiamo affrontare e vincerne un’altra, a Nocera e altrove. I volti di questi luoghi, dei nostri luoghi di cura, debbono essere ricettivi e attrattivi, soprattutto per la fascia giovanile, particolarmente soggetta. Ci giochiamo la sfida per evitare ogni forma di cronicità”.



