Quando i gruppi di Cuomo e D’Elia, insieme ai loro componenti, arrivano a fondersi in un unico «blocco criminale» dopo le contrapposizioni emerse sulla leadership per le piazze di spaccio, gli obiettivi diventano gli stessi. Ma saranno i carabinieri ad intervenire in tempo, quando la caratura del potere di quell’unica fazione rischiava di manifestarsi anche oltre il territorio campano. A Milano, per la precisione. L’Antimafia è riuscita infatti a svelare il contesto dietro due arresti effettuati a novembre dai carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore. A finire in manette furono il paganese Antonio La Femina, residente proprio nella città lombarda, trovato in auto con una pistola, in compagnia di Camillo Fedele (sodale dei fratelli D’Elia ma con frequentazioni assidue anche con gli elementi del gruppo Cuomo, come Leontino Cioffi). Quel giorno, i due stavano per imboccare l’autostrada in direzione Milano, per risolvere un problema “a La Femina”, gestore di una discoteca e vittima da tempo di estorsione da parte di un certo «zingaro abbruzzese». L’uomo chiama Cioffi chiedendogli aiuto. E quest’ultimo gli dice che c’è una «batteria» di uomini pronta a intervenire. «Noi veniamo come dobbiamo venire, non ti preoccupare». Verrà scelto proprio Fedele alias “ceccherino”, che sarebbe stato premiato da La Femina con una somma di 1000 euro. Senza però «agitare le acque» in terra lombarda.
Che quel blocco oramai si muovesse in un’unica direzione lo testimonia anche il fatto che lo stesso Cioffi riferirà del “servizio” da fare a Milano anche a Mario Passamano, altro elemento inserito nel gruppo dei fratelli Cuomo. La «fluidità» dei rapporti tra le due fazioni, capaci di spararsi e prendersi a botte tra loro per poi riappacificarsi con una semplice cena, è di nuovo sottolineata dai comportamenti che alcuni degli indagati assunsero dopo il ferimento di Francesco Manzo, raggiunto a ottobre da un colpo di pistola esploso da due sconosciuti. I Ros scoprono che Marco Iannone, Domenico Rese e Michele Cuomo si erano allontanati «congiuntamente» nello stesso luogo: a Latina. Significativa sarà poi la reazione captata dello stesso Cuomo, quando verrà a conoscenza che a seguito delle sparatorie, in carcere era finito anche Marco Iannone: «Si è fatto male il compagno nostro». Un’alleanza ancora più forte, capeggiata da Cuomo senior, passato da “gregario” del clan Contaldo di Pagani a leader di un gruppo in odore di camorra a Nocera Inferiore. E i cui elementi, dopo spedizioni punitive e agguati di fuoco, si legano per il medesimo obiettivo: piegare chiunque alla propria volontà

