Nocera Inferiore, Illiano, il vescovo che abbracciò il Papa

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Metà novembre 1990, un ventoso e freddo lunedì 12 entrato per sempre nella storia della città e in generale della comunità. Allo Stadio San Francesco, fu proprio Gioacchino Illiano, vescovo da tre anni, a dare il benvenuto e ad abbracciare Papa Giovanni Paolo II, passato dalle nostre parti per inaugurare l’ospedale versione moderna e per rendere omaggio in quel di Pagani a Sant’Alfonso. Autorità religiose ma anche civili. C’era il sindaco di Nocera Inferiore Franco D’Angelo mentre le amministrazioni di Nocera Superiore e Sarno erano rappresentate da Manzo e Fasolino. Una marea di singoli fedeli di ogni età e tutte le associazioni cattoliche ad aspettare, dai Distinti, l’arrivo di quel Papa polacco che aveva già cambiato la storia. La frase scelta da Illiano per il motto episcopale d’altra parte era già un segnale preciso, Ut Unum Sint, il titolo di una enciclica pubblicata dal papa Giovanni Paolo II il 25 maggio 1995. Tratta dell’ecumenismo ed in  particolare delle relazioni tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa .Ut Unum Sint, calato dall’universale al particolare, è stato sempre il motto di Illiano, teso ad unire tutto quello che si poteva unire nell’ambito e nell’arco del suo lungo magistero da vescovo di una Terra difficile. Fu nominato l’8 agosto 1987 e consacrato il 3 ottobre. Anni in cui la camorra aveva da poco smesso di uccidere a ripetizione ma uccideva e dominava ancora. Dopo il veneto Zoppas e il pugliese Nuzzi – suo unico predecessore nella Diocesi della fusione, ovvero Nocera-Sarno, visto che prima di Nuzzi c’era un vescovo a Nocera e un altro a Sarno – l’arrivo di Illiano, flegreo reduce da un quarto di secolo vissuto a Siano da parroco, significò tornare a riferirsi direttamente al territorio, alla conoscenza di ogni angolo, alle esigenze vere della gente. Per questo e per il suo modo di farsi amare con la semplicità del parroco diventato vescovo, oggi Illiano lo ricordano e piangono in tanti.