Nocera Inferiore: Il Violino e la rosa, tutto da leggere

Di quei violini suonati dal vento. Certo il vento è strano, prima si odia e poi si ama. Ma qui non siamo a Sanremo e nemmeno dalla Monaca di Monza. Francesca Bosio è la scrittrice, alla Ubik di Nocera, dopo una sosta a Vico Equense dalla magica editor Rosa Gargiulo, viene da Susa. Nella vita normale fa l’amministrativa ai servizi sociali in posti complicati, insomma la frontiera con la Francia e la questione migranti. E’ nettamente contraria alla Tav, lei è per le cose buone dal mondo, come in  una vecchia pubblicità, è per un progresso che contenga il passato, che giustifichi oltre alla sua filosofia di vita anche il gusto e la voglia di vintage che l’accompagna. Il libro – definito il miglior amante possibile per quel che ti fa scoprire in emozioni continue-  è nella fattispecie un giallo che si tinge di rosa, un violino alla base, che verrà inseguito a lungo, assieme a chi lo possiede e lo fa suonare alla grande, una ragazza che odia tutti e tutto per l’esser stata abbandonata da neonata davanti ad un convento russo ai tempi di Stalin e della doppia metropolitana oltre che del fiume sotterraneo e sotterrato. Le vicende la porteranno fuori dal convento, alla ricerca di un sogno, di un oggetto magico ma anche di un’identità. La porteranno in Italia sulle tracce di quel pazzo di Guarnieri e non solo, anche sulle tracce di un impossibile e complicato amore. Il suono di un violino è il sogno e l’ancora di salvezza per Katli Con la scoperta che lo strumento abbandonato insieme a lei è il leggendario Victorem, prestigioso violino del ’700 firmato Guarnieri, niente sarà più come prima nella sua vita. Tutti inseguono il Victorem. Il violino lascia dietro di sé una scia di violenza e misteri che si intrecciano con il destino di Katli e con quello di tre professori di musica del Conservatorio di Mosca. Una storia che intriga, intrecciando vari mondi e varie vite, misteriosa una piemontese può esserla, sfiziosa come la borsetta, ovviamente vintage, di Francesca, che il vero mondo interiore forse lo nasconde proprio in oggetti speciali, anzi specialissimi.