E’ dai Patti Lateranensi, giusto 90 anni fa con Benito e poi con successiva modifica firmata da Bettino, che in Italia si viaggia sull’asse del reciproco rispetto e sostegno tra potere temporale e potere spirituale. Dai Patti in poi, Giuseppe Giudice è il sesto vescovo nocerino dopo Romeo, De Angelis, Zoppas, Nuzzi e Illiano ad avere a che fare con chi amministra la città, punto di riferimento della diocesi Nocera-Sarno, assieme e col trattino dal 1986, 54 parrocchie tra Agro e lembo di napoletano come Poggiomarino e Striano. Stasera, nel corso della visita pastorale alla Parrocchia di Santa Maria al Presepe, Giudice, giunto all’ottavo anno di magistero da queste parti, ha incontrato a Palazzo di Città amministratori, funzionari e dipendenti comunali. I saluti a Sua Eccellenza sono spettati al presidente del consiglio comunale Fausto De Nicola ed al sindaco Manlio Torquato. Erano presenti in segno di omaggio e rispetto istituzionale gli assessori Fortino, Trotta, Ugolino e Campitelli. Le parole di De Nicola e Torquato sono state nel segno di un reciproco e necessario lavorare assieme in tempi generalmente difficili, caratterizzati dai problemi nel presente e dall’incertezza per il futuro. Poi è toccato al Vescovo intervenire: ” Il dialogo tra istituzioni è fondamentale, in questi tempi caratterizzati dal populismo e dall’odio sui social ma anche dal discredito verso ogni forma di istituzione, iniziando dalla scuola. Dialogare per poter individuare i problemi e cercare di dare delle risposte. La parrocchia rappresenta il luogo giusto per fare il punto della situazione, la parrocchia è la vera forza del sociale italiano, in tante forme. Conoscere la realtà delle parrocchie mi aiuta a comprendere i problemi delle famiglie che vivono in questa città. Il lavoro che manca, l’ospedale, la spazzatura, le manchevolezze per la chiesa al cimitero, il sentirsi in tanti casi periferia abbandonata, il traffico. Mi hanno colpito in particolare le tante famiglie che hanno in casa malati da accudire, rappresentano simbolicamente quel che il tabernarcolo vuol dire per la chiesa. Mi ha colpito anche il senso di solitudine di alcuni, che mi hanno confessato di scegliere la compagnia di un animale domestico per non sentirsi soli. Ma in verità se si mette al primo posto l’uomo, in ogni relazione, solitudine non può e non deve esserci. Ai giovani chiedo un salto di qualità, cioè di amare ancora e sempre di più questa terra, la loro terra”. Giudice ha anticipato che per Pasqua scriverà una lettera dal titolo significativo, ovvero I Cortili dell’Evangelizzazione. A domanda giornalistica sulle voci riguardanti Salerno per il post Moretti ha risposto sorridendo, con un dove mi chiamano lì vado. Novità possibile per Poggiomarino, la città delle due diocesi a stretto contatto, visto che la parrocchia di Sant’Antonio appartiene a Nocera-Sarno e quella del Flocco appartiene alla diocesi di Nola. Giudice ha esplicitamente chiesto per quest’ultima il passaggio a Nocera-Sarno a chi è chiamato a prendere decisioni al riguardo.
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