Nocera Inferiore, il teatro tra l’Essere e l’Umano

Dal punto di vista umano l’azione del teatro come quella della peste è benefica, perché spingendo gli uomini a vedersi quali sono fa cadere la maschera, mette a nudo la menzogna, la rilassatezza, la bassezza e l’ipocrisia. Lo diceva Antonin Artaud. A questa frase, e a tante altre, fa pensare Simona Tortora, in fase di presentazione alla stampa della quinta edizione di una rassegna che va oltre i confini della mente e dello spazio, ricavando in questi tempi tutti particolari, barbari d’espressione diciamo così, una caverna per le anime che dubitano, che amano, che sperano, che accettano ogni tipo di diversità soprattutto quella del colore della pelle. Cinque appuntamenti nel segno della diversità, in ogni senso. Simona, splendida capo-compagnia Artenauta li dedica alla memoria di Alfonso Di Nicola, imprenditore paganese prematuramente scomparso, uno dei primi a credere nella bottega dell’artista griffata Tortora. Si parte al Diana l’11 febbraio con Anfitrione, scritto e diretto da Teresa Ludovico. Si prosegue con L’Archivio delle Anime Perse, Amleto, con Massimiliano Donato. Terzo appuntamento il 12 aprile con Ranavuottoli, resa napoletana e cattiva di Cenerentola, di Roberto Russo e Luigi Musella. Il 10 e il 24 maggio la rassegna porterà alla ribalta due produzioni Artenauta di notevole interesse. Napoli Atto Unico, sarà un viaggio di giornata nella napoletanità basata sul grande Eduardo. Cantare alle Ossa – qui c’è tutta Simona Tortora- sarà un’azione teatrale corale col corpo in prima linea. Lo spettacolo, grazie alla soppressione della scena, si estenderà alla sala intera del teatro e, partito dal suolo, si arrampicherà sui muri mediante leggere passerelle, avvolgerà fisicamente lo spettatore, lo terrà in una atmosfera ininterrotta di luce, di immagini e di rumori. Artaud anche alla fine…