Sono consapevole che Fb è un diavolo tentatore: finiscono coppie, famiglie, amicizie.
Però è anche uno strumento eternante le nostre verità o le nostre idiozie. Fate un po’ voi.
L’altro giorno in Consiglio mi ci hanno portato a “dissotterrare l’ascia di guerra”…ed io che, come mio padre diceva, sono “incorreggibile”, ho fatto come l’emigrante di Verdone che dopo aver taciuto per un film intero, arriva alla fine che “sbologna” tutto, senza fermarsi più. Andiamo per ordine. Quando nel 2011 vincemmo le elezioni contro l’Invincibile Armata di Cirielli & co., la città fu brutalizzata da un doppio commissariamento prefettizio, uno dietro l’altro, perché il sottoscritto e i suoi civici (compreso qualche smemorato di oggi) che batte’ centrodestra e centrosinistra insieme, non volle piegarsi ad approvare una delibera di consiglio per istituire la ridicola regione salernitana del “Principato di Arechi”, con cuore testa e portafoglio a Salerno. Nocera è Nocera dicevamo, rivendicando non un’offesa, ma una identità storica un’ autonomia ed un’ esigenza di crescita del territorio dell’Agro, che non accettava diktat, imposizioni e lacché. Pagammo quel NO a caro prezzo e dopo 20 giorni tutti a casa…alla faccia di Nocera dei nocerini e della libertà. Quel doppio commissariamento ci costò il doppio della fatica il doppio del tempo a rimettere in piedi una città in ginocchio di debiti e sconquasso. Però combattemmo, cademmo, e rivincemmo. Contro centrodestra e centrosinistra insieme. Poi fu il 2013, il derby e le luci d’artista, una società che mollo’ la sua tifoseria in pasto alla pubblica accusa, e il sottoscritto che tifoso acceso non lo è mai stato (anzi diciamo che i tifosi un po’ mi “schifano”) a prendersi sputazzate e sberle in diretta tv nazionale, fino a Rai 3 quando, a ricordarmi che pur se allo stadio non andavo, tifoso della mia città lo ero, mentre gli altri “politici e cantanti”, come dice Bennato, manco più a farsi vedere in giro…Fu così che solo soletto davanti a Varriale su RAI 3 gli dissi che a vergognarsi dovevan essere gli altri, non una città che vanta una storia da prima di Roma, che batteva moneta ed aveva un suo porto: a Stabia però, mica a Salerno. Però, sapete, se nella vita l’amore può far vedere belle le donne brutte, figuratevi in politica, dove l’amore c’entra poco. Nel 2016 volemmo una intesa che fosse seria e fruttuosa per la nostra città: bonifica dei fiumi coi soldi per le fogne, fine dello scempio di Montevescovado coi soldi per le case nuove, il rilancio delle imprese ancora coi soldi per le fogne, un grande Ospedale (il famoso DEA di 2° livello), Lavorammo per questo, lo facemmo per Nocera. Nacque l’alleanza con il P. D. di De Luca. Un’alleanza che ancora dura, ma inizia a mostrare gli ossi. Perché a mesi alterni e senza alcuna sosta pare che alcuni a Nocera abbiano dimenticato da dove vengano e dove dovremmo andare, e che il sindaco di una città può poco se mancano fondi e investimenti di una Regione necessaria non alle luci di artista, ma a cambiare l’Agro. Con un Masterplan promesso, ma mai arrivato, con un Umberto I affannato, mentre si pensa a costruire il nuovo Ruggi, con i fondi per Porta Ovest o gli svincoli nuovi, mentre qui aspettiamo ancora la metropolitana dell’Agro con una viabilità che ci soffoca. Che nascerà pure l’ACER, ma a Montevescovado tranne il lavoraccio fatto dal sottoscritto per far togliere l’ipoteca dai suoli, da Salerno o dalla regione manco i soldi per gli ascensori ci mettono. Potrei continuare, ma insomma una cosa è certa, che nessuna battaglia sarà mai tanto giusta se non quella per la propria città che a 50 anni, è come dire la propria vita. A un sindaco che abbia un minimo di orgoglio, che sa di lavorare per risolvere i guai, di farlo con poche frecce al suo arco, non si chiede di #azzerare #la #Giunta sperando di spostare l’attenzione o il problema: perché ci metti pure Pico della Mirandola, ma senza soldi non si cantano messe. Qualcuno, mi dicono, abbia chiesto scusa ai salernitani per me. Io non devo farlo, perché solo i fessi non sanno o non vogliono capire, che non è questione di popolo o di calcio, ma di politica e di libertà. E di visione. E che non dobbiamo confondere la lealtà ed il rispetto istituzionale, col silenzio o con le proprie convenienze, fossero pure politiche. Allora parafrasando Venditti, “Giunta o non Giunta”, la si cambi o no (magari a targhe alterne!), ricominciamo da qui: se tutti non abbiamo paura di dire fare e parlare, di gridare quello che non va, e di pretenderlo, con dignità e decoro, non per noi, ma per Nocera, senza aver paura di “disturbare il manovratore” (che detto per inciso, se continua così va a sbattere, e sarebbe un peccato, perché lo stimiamo), allora avrà un senso continuare insieme. Che poi a mettere insieme l’Agro, ci riusciamo noi.
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