
Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, lo scorso 9 aprile, nel giorno della pubblicazione del decreto scuola in Gazzetta ufficiale, scrisse sulla propria pagina Facebook che: «Il decreto ci consentirà di lavorare nell’ottica della riduzione del numero di alunni per classe».
Il ministro aveva anche assicurato che «L’organico della scuola resta invariato. Le cattedre non saranno toccate, non diminuiranno, come abbiamo sempre promesso, nonostante la denatalità. La scuola è un settore su cui investire e ciò ci consentirà di lavorare nell’ottica della riduzione del numero di alunni per classe».
Quindi, in piena emergenza sanitaria da Covid-19, il Governo sembrerebbe voler predisporre, per l’avvio del prossimo anno scolastico, la riduzione il numero delle classi e ciò comporterebbe, di fatto, un’intensa concertazione degli studenti con l’impossibilità di rispettare sia le condizioni di sicurezza che il distanziamento sociale. Inoltre, una conseguenza sarà inevitabilmente l’effetto “classi pollaio” in cui lo studente diventa mero numero e perde il suo valore di res cogitans.
E lo storico Liceo Classico G.B. Vico di Nocera Inferiore, infatti, sarà interessato passivamente da questa riorganizzazione fatta di tagli ed accorpamenti e perderà, dunque, una classe terza poiché, ad oggi, il liceo classico conta cinque classi seconde, per un totale di 114 studenti, con una media di 22/23 alunni per classe. Il prossimo anno, secondo la nuova redistribuzione, le classi seconde diventate ormai terze, saranno quattro, per un totale di 114 studenti, con una media di 28/29 alunni per classe. A quanto pare, i conti non tornano: stesso numero di alunni ma con una classe in meno.
D’altronde, le aule dell’istituto, per la loro conformazione, non possono accogliere un numero così elevato di studenti, già senza dover tener conto del distanziamento previsto a causa dell’epidemia.
È così che il governo nazionale intende investire sulla scuola statale e tutelare la salute pubblica?
