Nocera Inferiore- il caos del Pd e non solo…

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Il Partito Democratico nocerino sembra non trovare pace nonostante il particolare momento: che ci fossero più fazioni all’interno del partito era chiaro, visibile la contrapposizione interna dell’ex assessore Gianfranco Trotta, rifermento locale del consigliere regionale Tommaso Amabile, con il capogruppo in consiglio comunale Paolo De Maio, riferimento del consigliere regionale Franco Picarone.

Oggi pomo della discordia sembra essere la Fase 2, ossia le misure per la ripartenza economica, nei giorni scorsi aveva suscitato notevoli critiche l’uscita del capogruppo del Pd, Paolo De Maio, che da più parti veniva bollata come una fuga in avanti in vista di una candidatura alla poltrona di sindaco. Non sono mancate le critiche del gruppo consiliare Torquato Sindaco,che invitava ad evitare le cd “fughe in avanti”,confermando piena fiducia nell’operato del Sindaco Manlio Torquato,anche in riferimento all’emergenza sanitaria in corso, diversamente da quanto emerso dalle indiscrezioni di questi giorni.

Ma pare che la confusione in maggioranza vada ben oltre quelle dichiarazioni, il consigliere comunale Ilario Capaldo definisce il “protagonismo sconsiderato” uno dei problemi del secondo mandato Torquato e con un chiaro riferimento al capogruppo del Partito Democratico, invitava a pensare meno alle “autocandidature”, salvo poi sostenere il consigliere comunale democratico, Vincenzo Stile, su una lunga dichiarazione sulle modalità di ripresa economica e sul ruolo della Regione Campania. La competizione interna alla maggioranza appare più una definizione di ruoli e tifoserie che vedono da una parte il gruppo capeggiato dal consigliere Vincenzo Stile, dal consigliere Giancarlo Giordano, e dall’altra l’isolato capogruppo consiliare Paolo De Maio, di questa partita non pare far parte l’altro consigliere comunale democratico Luigi Pepe, che sicuramente ha il primato del silenzio in questa prima parte dell’ultima consiliatura Torquato. Spetterà dunque, al Sindaco Torquato calmare la sua maggioranza, troppo interessata alla successione alla poltrona sindacale.