L’adozione resta un tema di vasta e variegata difficoltà di lettura, di interpretazione, di comprensione persino. Ma l’adozione, che è lo sfondo autobiografico, come da presentazione avvenuta ieri sera alla Ubik organizzata dalla editor Rosa Gargiulo, alla debuttante scrittrice Claudia Squitieri – per me semplicemente amica oltre che collega giornalista – per ribadire che lei ha deciso di essere felice, nell’attualità Tiziano Ferro l’asseconda cantando Nasce dal colore di una rosa appassita un’altra vita.
Intervistata dalla sempre splendida e arguta Piera Carlomagno, nel corso della presentazione di GRAFFI, arricchita dalla bravissima Cleo Lamberti con le letture e da una folta presenza di pubblico, Claudia è stata semplicemente vera, autentica, nulla nascondendo. Di nascosto nel libro c’è una sola una pagina bianca, che senza parole e senza commenti vuole esemplificare il male, che di solito si esemplifica col nero ma che può nascondersi anche in sepolcri, appunto, imbiancati. Quel male, banale ma pesante, ha attraversato la vita di una delle due protagoniste di GRAFFI, anzi la vita di chi ha scritto delle protagoniste. Ma il peggio è passato. Bisogna rassegnarsi al meglio.




