Fatta la legge, trovato l’inganno: accade quasi sempre. Ma trovato l’inganno, fatta l’operazione, con la speranza di processi rapidi (a Nocera ora c’è un gip in meno) ed il venir meno di prescrizione. Intanto l’attività del sostituto Roberto Lenza ha portato alla luce un giro di livello nazionale di imbroglio-truffa all’Inps e all’Agenzia delle Entrate, con qualche “pentito” che ha già svelato molto in materia. Niente sviluppi di Mastrolindo ma un filone diverso, che incastra anche realtà di categorie pubbliche o al servizio del pubblico. Il leccese Gennaro Capoccia, presidente E.Bi.N. (Ente Bilaterale), Pietro Mosca, di Casoria, agente di Polizia Penitenziaria e gestore di fatto di Federaziende Campania; Gianluca Santilli, di Sant’Egidio del Monte Albino, consulente del lavoro e responsabile di zona di Federaziende Pagani; Aniello Massaro, beneventano, consulente del lavoro e responsabile di zona di Federaziende Moiano. Sono le cinque persone finite ai domiciliari su misura cautelare emessa dal Gip ed eseguita dai carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore. I militari sono alla ricerca di un sesto indagato, al momento irreperibile. L’attività investigativa era stata avviata nel 2018 e ha consentito di accertare l’esistenza di un sodalizio composto da consulenti del lavoro, imprenditori e faccendieri. Attrarverso compensazioni fittizie derivanti da importi conguagliati, relativi ad arretrati per assegni nucleo familiare, malattia e maternità, sono riusciti ad ottenere indebite erogazioni previdenziali e crediti d’imposta, per oltre 2 milioni di euro. Le accuse sono associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe aggravate ai danni dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale e dell’Agenzia delle Entrate. Gli accertamenti effettuati a carico dei consulenti del lavoro hanno fatto emergere che i professionisti, insieme ai legalii rappresentanti di 84 ditte, anch’essi indagati, hanno dichiarato di aver anticipato fittiziamente a favore dei propri dipendenti 2.107.394,10 euro per assegni al nucleo familiare, malattia, maternità bonus Irpef 80 euro. L’importo è stato indicato nei file uniemens (denunce mensili Inps), modelli F24, con l’obiettivo di creare un credito inesistente nei confronti dell’erario. La sommma indebitamente percepita è così distribuita: 683.283,31 euro per il pagamento dei contributi ai lavoratori e per estinguere altri debiti tributari; 1.424.165,799 euro devoluta a favore di Federaziende e dell’ente bilaterale E.Bi.N. Gli indagati avevano individuato una falla all’interno del sistema di controllo dell’Inps e del SISPI, la Società Italiana di Servizi per la Previdenza Integrativa. L’adesione a Federaziende ed E.Bi.N. comportava, infatti, la possibilità di ottenere per i lavoratori subordinati corsi di aggiornamento e corsi di formazione legati alla sicurezza sul lavoro. I soldi – hanno accertato le indagini condotte dai Carabinieri – non sono mai stati devoluti per questa finalità“. Il sostituto procuratore vicario Roberto Lenza: “Ad un certo punto, è stata sfida, da un’accertazione telefonica abbiamo appurato che i protagonisti erano al corrente dell’indagine ma dichiaravano tranquillamente che chi indagava non avrebbe mai scoperto il modus operandi. Ma non si sono fermati nemmeno quando hanno capito che chi indagava era in gamba, si trattata di cifre rilevanti e hanno continuato a delinquere”. Le parole del procuratore capo Antonio Centore: “Fa impressione la falla nel sistema, bastavano controlli incrociati tra Agenzia dell’Entrate e Inps per riscontrare le irregolaritià, ma evidentemente i controlli sono fatti a campione. Abbiamo trovato l’attribuzione di figli a lavoratori non sposati o in numero di 7 a lavoratori che ne avevano uno appena di figli. In più c’è il riscontro di somme che non sono mai state spese per corsi di sicurezza, mai fatti e senza alcun iscritto, cose che assomigliano alla vicenda dei diplomifici. “.

