La delibera di giunta numero 213 dello scorso 24 luglio ha dato il via libera alla “selezione” di due fondamentali figure per l’ormai famoso staff del sindaco Torquato: un collaboratore con funzioni di indirizzo e di controllo nelle relazioni politiche ed istituzionali ed un collaboratore con funzioni di indirizzo e di controllo delle politiche dell’organizzazione amministrativa e pianificazione del territorio. E’ specificato che si tratterà di una selezione pubblica, mediante valutazione di curricula ed eventuali colloqui. Ma attenzione al citato “ad intuitu personae”: il rapporto di fiducia, passando dal latino all’italiano, sarà fondamentale nella scelta, che avrà ovviamente connotati politici e chiamerà in causa gente candidata da tempo a tali incarichi. Attenzione però anche ai cavilli. Due sentenze della Corte costituzionale hanno rispettivamente censurato una legge regionale abruzzese ed una piemontese, con riferimento alle spese degli uffici di diretta collaborazione di organi politici elettivi regionali: esse hanno dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’autorizzazione con legge regionale di una serie eterogenea di contratti di collaborazione occasionale, in deroga al limite fissato dalla legge statale (v. sentenza n. 289 del 2013); nel caso della sentenza n. 130 del 2013, la Corte ha dichiarato che «quanto alla presunta finalità della norma regionale di assicurare il funzionamento degli uffici di diretta collaborazione mediante l’esenzione dal rispetto dei limiti di spesa stabiliti a livello nazionale […] la particolare rilevanza del carattere necessariamente fiduciario nella scelta del personale, a tempo determinato, degli uffici di diretta collaborazione, se può autorizzare deroghe al principio del pubblico concorso nella scelta dei collaboratori, non consente deroghe ai principi fondamentali dettati dal legislatore statale».
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