“Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso, la bocca mi basciò tutto tremante.Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: quel giorno più non vi leggemmo avante.” (“Inferno”, Canto V). Ovviamente amante intendete chi e cosa volete: uomo, donna, ideale, lavoro, cultura eccetera. I versi, tutti, letti da ragazzi e ragazze fanno un effetto diverso. Come è capitato stamattina in Aula Consiliare al Comune, sede sostitutiva del Liceo Vico parzialmente inagibile. Nell’ambito della tre giorni dantesca, caratterizzata dall’undicesima edizione della Tenzone col marchio Liceo Vico, è stata la volta della prima edizione riservata agli studenti dell’Agro che una volta si definivano di scuola media e che adesso si chiamano di istituto comprensivo. La preside del Liceo Teresa De Caprio a governare la mattinata (quando andrà in pensione sarà una perdita vera per la scuola, non solo di questa città), la prof vichiana Teresa Staiano ad organizzare e dirigere l’ordinato svolgimento della gara tutta particolare. Minuti uguali a disposizione, scanditi alla fine dal suono del gong, per ogni partecipante alle prese con la recita di terzine della Divina Commedia. Cinque giurati, voti alti. C’è chi in una sola famiglia ha fatto 100, mettendo assieme i due 50, ovvero i cinque 10 a testa collezionati: applausi per le gemelle Martina e Letizia Savarese, che alla memoria hanno unito la capacità d’interpretare, con voce e gesti. Rappresentavano la Solimena di Nocera, per la gioia della preside (viene spontaneo scrivere così anche se la definizione moderna è dirigente scolastico) Anna Pentone, da qualche mese e dopo tante sentenze tornata al posto di reale e giusta competenza. Stessa scuola e tutti 10 anche per Bianca Guadagno. Punteggio massimo anche per Francesco Fasciani (Ilaria Alpi, sempre Nocera), l’altissimo ragazzo della Criscuolo di Pagani, la spigliata ragazzina di San Marzano e quella riccioluta di Lanzara. A volte non si va nella città dolente ma in posti che hanno ancora voglia di studiare seriamente Dante e di rappresentarlo alla gente (speriamo non perduta). Sermonti o Benigni? Lasciamo agli intenditori la risposta. Dante volte (battutaccia) meglio i ragazzi, con spontaneità e passione.
Home Territorio Agro Nocerino Sarnese Nocera Inferiore: Dante e la tenzone dei ragazzi, gran successo
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