Davanti alla sede della Nocerina di quarant’anni fa, una porzione di seconda B conquistata. Lio Faiella, assieme a Gino D’Angelo all’epoca espressione di vertice del tifo sano e intelligente. L’appassionato di sempre Antonio Vicidomini. La coppia del gol composta da Stanislao “Enzo” Bozzi, cresciuto nel Torino, e da Oliviero Garlini, quello che faceva il rincalzo di lusso nell’Inter del Trap e l’eroe con Schachner nel Cesena di Bagnoli. Il bravissimo Riccardo Caruso assieme a loro e ad Adriano Grava, non il padre di Gianluca (non c’interessa qui il Napoli) ma il componente con Calcagni di uno spietato tandem di difensori centrali, anzi stopper e libero, di centrali a quel tempo parlava in Italia solo Vinicio, c’è Nicola Labrocca, suo fratello era più famoso però lui era bravo lo stesso. Ma io già da allora facevo il tifo per Luciano Bove visibile in foto, fratello del Peppe noto cameraman,attivista grillino e componente della Protezione Civile. Luciano all’epoca terzo portiere e guardiano dei pali della Primavera. Successivamente preparatore atletico nella Calabria patria acquisita, preparatore di calcio, basket e rugby. Beato il paese calcistico che non ha bisogno di eroi ma di gente che fa il dovere al massimo delle forze. Prendo la corona del rosario rossonero, anche se questa cosa sa di un passato che mai potrà tornare: Pelosin, Cornaro, Pigozzi, Spada, Grava, Calcagni, Bozzi, Porcari, Chiancone (Robè ma stai sempre in mezzo?), Caruso e Garlini. Ma anche Garzelli, Manzi, Giovanetti, Pecoraro buonanima, Barrella, Antignani, Labrocca, Esposito e il già citato Bove. E come non citare gli altri fuori dal campo: Orsini, Giorgi, Corni, Fasolino, “Bombon”, il grande Corni, Lamanna, D’Alessandro, Padovano e Siniscalchi. I ricordi sono una parte di noi, continuo a credere che siano una parte da mettere da parte. Nel calcio, la partita più importante è sempre la prossima. Vorrei dedicare questo pezzo a Rino Del Monte, all’epoca un ragazzino: non chiedetemi il perchè.

