Nocera Inferiore. Camorra e politica: cade l’associazione mafiosa ma gli indagati restano in carcere

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La Direzione Distrettuale Antimafia aveva ipotizzato un’associazione camorristica capeggiata da Antonio Pignataro e composta anche dall’ex consigliere comunale Carlo Bianco e Ciro Eboli. Di diverso avviso il Tribunale del Riesame di Salerno. I giudici hanno infatti annullato l’ordinanza cautelare per tale capo di imputazione: rimangono però inalterati gli effetti cautelari, restando in piedi il voto di scambio (per Pignataro, Eboli e Bianco che rimagono per questo in carcere) mentre per altri capi di imputazione vengono concesse misure meno restrittive. Respinta la richiesta di riesame per Luigi Sarno.
Intanto continuano le indagini sul presunto scambio politico mafioso nelle recenti elezioni amministrative di Nocera Inferiore. I pm salernitani hanno depositato ulteriori atti investigativi ai giudici del Tribunale del Riesame chiamati a decidere sulla scarcerazione di Carlo Bianco, ex consigliere comunale, di Ciro Eboli, anch’egli candidato al consiglio comunale e non eletto, del boss Antonio Pignataro e di Luigi Sarno (quest’ultimo agli arresti domiciliari).
Nell’aula dove ieri si è tenuta l’udienza del riesame è stato anche installato un registratore per dare contezza ai giudici delle intercettazioni (sia video che audio) effettuate durante le indagini che il mese scorso hanno portato in carcere Carlo Bianco, Ciro Eboli, Antonio Pignataro e ai domiciliari Luigi Sarno. Al centro dell’inchiesta dell’antimafia salernitana, in aggiunta agli episodi estorsivi e di violenza privata oltre alle presunte corruzioni elettorali, c’è la deliberazione di una delibera di Giunta comunale (il 16 maggio 2017) con il cambio di destinazione urbanistica di un suolo adiacente la chiesa di San Giuseppe in via Montalbino e sul quale doveva essere realizzato un edificio da destinare a casa famiglia. Rispetto all’edificazione di questo immobile si sarebbe registrato un diretto interessamento e coinvolgimento di Antonio Pignataro, di Ciro Eboli e di Antonio Cesarano (ex vicesindacoe indagato a piede libero per 416 ter), che avrebbero avuto il compito di fungere da tramite tra l’allora consigliere Bianco (che aveva anche la delega alla Multiservizi) e Pignataro che non poteva uscire da casa in quanto ristretto agli arresti domiciliari.