Nocera Inferiore, caccia ad armi e droga. Perquisizioni a tappeto

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Foto Luigi Pepe

I controlli sono scattati nella notte tra mercoledì e giovedì scorso. In diversi quartieri e zone periferiche della città. A muoversi i carabinieri del reparto territoriale agli ordini del tenente colonnello Enrico Calandro, impegnati a cercare armi e droga in base ad alcuni elementi raccolti nelle ultime settimane. Al setaccio sono finiti gli appartamenti di diversi pregiudicati, interessati già in passato da inchieste del medesimo tipo. L’attività è partita dal popoloso quartiere di Piedimonte, finito oramai da un mese nel mirino di ben due procure, compresa quella Antimafia, per poi estendersi anche in altre zone periferiche e lontane dal centro. Tra queste, c’è finito anche il domicilio di Marco Iannone, il 32enne nocerino gambizzato con due colpi di pistola agli inizi di settembre da due persone a bordo di uno scooter. Una decina i controlli, al termine dei quali l’esito è risultato essere però negativo. La pressione però è tanta, in considerazione di due distinte attività investigative che proseguono nonostante gli esiti di qualche giorno fa. La prima è coordinata dalla procura nocerina, con il sostituto Giuseppe Cacciapuoti impegnato a chiarire la dinamica delle quattro sparatorie che nei primi di settembre hanno terrorizzato il quartiere. Prima la gambizzazione subita da Iannone, poi la scaricata di proiettili – il giorno successivo – a ridosso dell’ingresso di due abitazioni e poi, all’interno di un circolo. Dietro gli episodi, la possibile gestione delle piazze di spaccio con la rivendicazione consumata a colpi d’arma da fuoco. Per ora la procura – che procede per tentato omicidio – ritiene di aver “calmato” in parte le acque, dopo aver interrogato Iannone, presentatosi dopo 9 giorni di irreperibilità. E per aver arrestato in flagranza un giovane napoletano, armato, all’esterno del circolo che il giorno prima era stato teatro di una sparatoria. Oltre a questo, in carcere (ma per motivi diversi) si trova uno dei possibili destinatari di uno degli agguati. L’altra indagine è invece quella della Dda, che concentra il suo mirino su di un’ipotetica alleanza tra clan del napoletano e gruppi di pregiudicati nocerini, impegnati in un “patto” per la gestione di diverse attività criminali. L’attività di prevenzione è talmente estesa che carabinieri e polizia si sono ritrovate a lavorare sugli stessi soggetti, oltre a pattugliare zone e quartieri sensibili dietro richiesta anche dello stesso sindaco. Perquisizioni e controlli continueranno anche nei prossimi giorni, con l’obiettivo di chiudere quanto prima l’attività investigativa. Decine gli indagati iscritti da Antimafia e dalla Procura di Nocera Inferiore.