Nocera Inferiore. Aborti clandestini, truffa e concussione, chiuse le indagini

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Chiuse le indagini sul cosiddetto caso “Franco Petrone”, dal nome del ginecologo che avrebbe praticato un aborto illegale, attraverso pillole, avrebbe avuto medicinali ospedalieri nel suo studio privato, il tutto questo nonostante fosse dipendente dell’ospedale “Umberto I” e, per alcune settimane, anche primario facente funzioni del reparto di Ginecologia e ostetricia. L’aborto sarebbe stato praticato nello studio del medico in via Matteotti in locali pare non autorizzati. Contestate, vicende poco chiare sull’assistenza di una paziente, da qui, visite pagate anche 250 euro e on dichiarate al fisco, ed una sarebbe arrivata all’ipotesi di concussione, perché solo in quel modo avrebbe potuto abortire una donna che aveva trovato difficoltà a farlo all’ospedale nocerino.

Perquisizione dei carabinieri presso lo studio del medico

Contestata anche l’ipotesi della truffa ai danni dello stato per aver eseguito un lavoro extra ospedaliero. A novembre scorso, era stata eseguita una perquisizione nello studio medico privato del 70enne ginecologo nocerino Franco Petrone. Il noto professionista,  è indagato al momento solo ed esclusivamente per truffa legata alla doppia attività (pubblica in ospedale e privata), concussione, essendosi fatto pagare parcelle per trovare un posto nella struttura sanitaria. L’indagine è della procura di Nocera, diretta dal procuratore Amedeo Sessa, e condotta dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria, retta dal luogotenente Massimo Santaniello, con l’ausilio dei Nas del maggiore Vincenzo Ferrara.