Con tutto il rispetto per San Prisco e San Ciro, se c’è un santo in grado di unire tutti i nocerini, nel senso delle due città di oggi che un domani potrebbero diventare una, quello è San Francesco, che per tutti dimora a Santa Maria degli Angeli, chiesa-parrocchia-convento dei frati minori, già territorio di Nocera Superiore ma ad uno starnuto di distanza da Nocera Inferiore, linea di confine tra gente uguale. Mentre il Vescovo Giudice oggi era ad Assisi a concelebrare con Sepe (l’olio quest’anno l’ha portato la Campania), a Nocera (senza Inferiore e Superiore), la gente ha fatto festa con devozione. Frà Gigino Petrone, che ha celebrato una delle messe con più audience, ha promesso che l’assenza delle zeppole è momentanea, per solidarietà con quel che è successo alla confraternita di Cava in materia di statua.Tutto rinviato al 18 ottobre, in occasione dell’inaugurazione della pasticceria H24
U MONACO. In quanto a San Francesco, i significati per i nocerini si sprecano: è il Santo che da quasi 50 anni dà nome allo stadio, è il santo più vicino ai malati dell’ospedale Umberto I. Parlava agli uccelli, continua a parlare agli uomini che riescono ad ascoltarlo quando si ricordano povertà e umiltà.
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