Luglio 2018, l’ultimo atto pubblico di un comitato che credeva in qualcosa di positivo, ma non tutte le persone erano giuste allo scopo, c’era qualche elemento di disturbo, chi proponeva la fusione alla calabrese, chi invece era preso da rivincite personali e basta, addirittura chi portava avanti la questione di mettere assieme le due Nocera per …. Limitiamoci a questo, per carità di patria. Poi il silenzio di mesi, sottolineato dal sottoscritto, che per tempo e per convinzione preferì parlare e scrivere di Unione dei Comuni, visto che non erano maturi i tempi e i luoghi per la fusione. Comincia il letargo, dovuto in parte a vicende personali. I fusionisti piombano nel silenzio assoluto, riappaiono a gennaio, con la mossa di un finto contenitore nuovo per cose e persone vecchissime, cambiano nome, tanto è di moda, lo fanno i partiti figuriamoci le associazioni… Poi altro silenzio. Le elezioni a Nocera Superiore portano uno dei presidenti a candidarsi con chi legittimamente aveva sempre detto no a fusione e fusionisti. Qualche supporter politico cambia bandiera, qualche militante fa candidare la moglie, qualche altro solone o solonino si accontenta di un progetto o progettino. Solo Antonio Pecoraro, onestamente si batte sul serio, senza interesse. Il resto è noia. Settembre 2019, si riparla di un ritorno di fiamma dei fusionisti silenti, una nuova alba della congrega, certamente destinata a portare alla ribalta le solite facce e i soliti accordi. Tra qualche settimana magari li rivedremo all’opera, coi sorrisetti che ben conosciamo, con l’uso di Facebook pilotato, col gruppo social governato come se fosse la monarchia di Portaromana-Croce-Taverne- cioè scrive e pubblica solo chi ci piace – l’uso di qualche sito che si presta, le grafiche pezzotto, i facili slogan, i politicanti che non pagano manco i manifestini commissionati, la ricerca di un filo con altre realtà associative che hanno ben capito e non si legheranno più, il corteggiamento di chi sul territorio fa battaglie vere e non propaganda nevrotica e bipolare. Speriamo sia almeno sparita la Calabria, col disastro compiuto a Corigliano Rossano e con intrecci pericolosi…Di sicuro c’entrano ancora i Barbieri e i vola Luigino vola Luigetto. Ma chi sa, non ci ricasca, speriamo che sia così per davvero. La vera strada è quella dell’Unione dei Comuni, Unione dell’Agro e se possibile Unione delle due Nocera, senza fonderle, fa caldo, meglio la freschezza di idee e di persone.
Home Territorio Nocera Inferiore Nocera e dintorni, stanno per tornare all’assalto i fusionisti alla calabrese
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