Nocera, concorso vigili: “Imposizioni politiche per alcuni agenti”

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Concorso «truccato» per il grado di tenente nei vigili urbani: la procura chiede la condanna di tutti gli imputati. Si avvia alla conclusione il processo per quattro vigili urbani e due funzionari della commissione esaminatrice, accusati in concorso di abuso d’ufficio e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, perché accusati di aver favorito alcuni agenti in un concorso interno riservato alla polizia municipale di Nocera Inferiore. Giorni fa, in aula, il sostituto procuratore Giuseppe Cacciapuoti ha chiesto al tribunale di condannare tutti ad 1 anno e 6 mesi. La sentenza sarà emessa il 28 ottobre. Al banco degli imputati ci sono i vigili Anna Galasso (oggi comandante ad Angri), Carmine Fortino, Prisco Petrosino e Andrea D’Elia. Con loro, due componenti dell’allora commissione esaminatrice, Luigi di Muro e Fiorentino Mastroberti. Stralciata per motivi di salute la posizione dell’ex comandante Giancarlo Correale, che la procura definisce il «deus ex machina» del raggiro. Il concorso si svolse nella scuola media “Solimena De Lorenzo” a Nocera Inferiore, il 26 gennaio del 2009. Secondo l’accusa, Correale avrebbe predisposto le tracce della prova divulgandole in anticipo, per poi consegnarle a Fortino, Galasso e Petrosino. E consentendo, da presidente della commissione, l’utilizzo di strumenti informatici vietati dal regolamento. Pur con la presenza in aula di un numero di postazioni maggiore rispetto a quello dei partecipanti. I componenti della commissione sono accusati di aver omesso qualsiasi verifica durante la prova, mentre Galasso avrebbe usufruito di un proprio computer portatile, sfruttando poi l’uso di una penna Usb introdotta nell’hard disk del pc stesso. Stessa accusa per D’Elia. Le indagini partirono dopo una serie di esposti anonimi, contenenti i nomi dei vincitori del concorso ancor prima che la commissione li rendesse pubblici. Nella sua requisitoria, il pubblico ministero ha specificato che lo stesso concorso fosse da annullare, visto l’uso dei computer vietato secondo giurisprudenza. E sottolineando come i favoritismi fossero dettati da «imposizioni politiche e amicizie nel corpo della polizia municipale». Attestando la regolare procedura del concorso, la commissione fu indagata anche per falso.