“No Iva – No Party”: scoperta evasione fiscale su veicoli d’importazione europea

0
862

Quattro persone ai domiciliari e sequestro di beni, sia mobili (autovetture e conti bancari) che immobili, per oltre un milione di euro: questo il bilancio dell’operazione “No Iva – No party”, condotta congiuntamente dalla polizia di Stato e dall’Agenzia delle Dogane, con il coordinamento dei magistrati della Procura della Repubblica di Benevento, che ha consentito di raggiungere un importante risultato nell’attività di contrasto al fenomeno di evasione dell’iva connessa all’importazione di veicoli dalla comunità europea.

Questa mattina gli agenti della sezione di Polizia Giudiziaria della Polstrada e quelli dell’Ufficio delle Dogane hanno eseguito 4 ordinanze di misura cautelare agli arresti domiciliari ed obbligo di dimora nel comune di residenza emessa dal Gip del Tribunale di Benevento, su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti di altrettante persone gravemente indiziate dei reati di dichiarazione fraudolenta mediante artifici e di falso commesso in concorso con pubblici ufficiali.

Alle operazioni hanno collaborato anche le Squadre di P.G. dei compartimenti Polizia Stradale di Napoli e Roma, nonché gli agenti di Capua. Nell’operazione invece risultano coinvolti soggetti ed attività commerciali delle province di Benevento, Caserta, Avellino e Roma.

“L’attività investigativa – spiega il procuratore Conzo in una nota ufficiale – è iniziata nel settembre del 2015, a seguito di un controllo effettuato dall’Agenzia delle Dogane di Benevento presso la società ‘Italia Car Service srl’. Gli sviluppi successivi, condotti congiuntamente alla Polizia Stradale di Benevento, hanno dimostrato che tale società avrebbe falsificato le fatture di acquisto di veicoli di provenienza comunitaria, eludendo con artifici inerenti la documentazione il dovuto assoggettamento del bene all’Iva nazionale”.

La sinergia in fase investigativa tra la polizia stradale e l’agenzia delle dogane ha consentito di individuare più indagati, ossia il titolare della società che acquistava i veicoli di provenienza comunitaria, il titolare dell’agenzia pratiche automobilistiche e periti traduttori. Data la riscontrata falsificazione di fatture e documenti utili allo sblocco dei veicoli presso l’Agenzia delle Entrate per consentire la successiva nazionalizzazione presso la Motorizzazione civile, sono stati contestati i reati di evasione Iva e di falsità materiale in scrittura privata.

Sequestrata inoltre l’intera documentazione utilizzata dai soggetti coinvolti presso la Motorizzazione Civile di Benevento, presso l’Agenzia delle Entrate e presso l’agenzia di pratiche automobilistiche.