L’Italia è entrata in una fase di maltempo invernale intenso che sta mettendo sotto pressione ampie aree del Paese. Aria gelida in discesa dall’Europa orientale ha innescato un peggioramento marcato, con neve a quote insolitamente basse, venti di burrasca e un generale calo delle temperature. La Protezione Civile ha diramato un’allerta gialla per rischio meteo-idrogeologico in cinque regioni: Lazio, Campania, Abruzzo, Umbria e Calabria. Le autorità locali hanno attivato misure di prevenzione per tutelare la popolazione e limitare i disagi alla viabilità.
Maltempo invernale, l’ondata di gelo sull’Italia
Il cuore della perturbazione ha interessato inizialmente il Nord, dove si sono registrate nevicate anche in pianura, per poi scivolare rapidamente verso il Centro-Sud. Le temperature notturne e del primo mattino sono crollate, con valori ben al di sotto delle medie stagionali. La quota neve si è abbassata in modo significativo, causando difficoltà soprattutto lungo le dorsali appenniniche e nelle aree interne.
In molte zone, il gelo si è combinato con precipitazioni persistenti, creando condizioni critiche per la circolazione stradale e ferroviaria. Il quadro meteorologico è apparso subito complesso e in rapida evoluzione, spingendo la Protezione Civile ad alzare il livello di attenzione.
Neve e gelo, disagi e accumuli sull’Appennino
Le nevicate più consistenti si sono concentrate lungo l’Appennino, dove gli accumuli hanno raggiunto livelli rilevanti in poche ore. In diverse località, la neve ha imbiancato strade e centri abitati, rendendo necessario l’intervento dei mezzi spargisale e degli spazzaneve.
Anche al Nord non sono mancati episodi significativi, con fiocchi segnalati a quote pianeggianti e temperature rigide che hanno favorito la formazione di ghiaccio. Il gelo notturno ha rappresentato uno dei principali fattori di rischio, soprattutto nelle prime ore del mattino, quando l’asfalto è risultato particolarmente scivoloso.
Allerta gialla, le criticità segnalate dalla Protezione Civile
La Protezione Civile ha evidenziato diverse criticità legate al maltempo invernale. Oltre alla neve e al gelo, sono stati segnalati venti forti e temporali, con possibili ripercussioni sul fronte idrogeologico. In alcune aree, le raffiche hanno raggiunto intensità tali da provocare la caduta di rami e oggetti, creando disagi alla circolazione e rischi per la sicurezza.
Il mix di pioggia, neve e temperature rigide ha aumentato il pericolo di gelicidio, un fenomeno particolarmente insidioso per gli automobilisti, perché rende invisibile lo strato di ghiaccio sull’asfalto.
Le regioni più colpite dal maltempo invernale
Le regioni del Centro-Sud risultano tra le più esposte in questa fase. In Abruzzo, in particolare nelle zone interne e nell’area di Lanciano, sono state segnalate piogge intense, temporali e neve in quota. Il vento ha sferzato anche le coste tirreniche, mentre le aree appenniniche hanno fatto i conti con gelate diffuse.
Nel Lazio e in Campania l’allerta riguarda soprattutto il rischio idrogeologico e le forti raffiche di vento, che potrebbero aggravare situazioni già delicate dal punto di vista del dissesto. In Umbria e Calabria l’attenzione resta alta per possibili temporali e precipitazioni intense associate al freddo.
Mobilità e sicurezza, strade sotto osservazione
Le autorità locali, insieme ai servizi di emergenza, restano in stato di allerta. Anas e squadre di pronto intervento stanno monitorando le principali arterie stradali, con particolare attenzione ai tratti più esposti al gelo e al vento. In diversi punti è stato segnalato il rischio di gelicidio, una delle principali cause di incidenti in condizioni di maltempo invernale.
Le raccomandazioni alla popolazione restano improntate alla massima prudenza, soprattutto negli spostamenti non necessari. Il quadro meteo resta instabile, con un possibile cambiamento nel corso del weekend, ma nelle prossime ore il maltempo continuerà a condizionare gran parte dell’Italia.

